Palermo, duemila persone in piazza per Paolo Taormina: «Hanno ucciso i tuoi sogni»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una fiumana di luce, composta da circa duemila candele e smartphone accesi, ha invaso piazza Castelnuovo a Palermo, davanti al Teatro Politeama, in una silenziosa ma potente manifestazione di cordoglio. La fiaccolata, che si è svolta per esprimere solidarietà alla famiglia di Paolo Taormina, il ventunenne ucciso la notte precedente in via Spinuzza, ha visto una partecipazione corale, con la folla che, in un momento di commozione collettiva, ha gridato a più riprese la parola "sicurezza". In prima fila, avvolte dal calore della folla, campeggiavano le figure sofferenti della madre Fabiola Galioto e della sorella Sofia, le quali, mostrando un cartello con la scritta «Hanno ucciso i tuoi sogni», hanno trasformato il loro dolore privato in un pubblico atto di denuncia.

L'ombra di altri giovani trafitti dalla violenza

La protesta, seppur nata dal recentissimo lutto, ha voluto abbracciare un orizzonte più ampio di vittime, come dimostra lo striscione esposto in piazza che ritraeva le fotografie dei ragazzi uccisi a Monreale lo scorso aprile; un gesto, questo, che ha unito idealmente diverse storie di giovani la cui vita è stata stroncata da una violenza che, nelle sue varie forme, continua a segnare profondamente il territorio. L’episodio di Monreale, del quale si erano occupate le cronache per la sua efferatezza, ritorna così alla memoria pubblica, creando una sinossi di lutti che alimenta la richiesta di risposte concrete da parte delle istituzioni.

Le indagini e il fermo del presunto omicida

Nel tardo pomeriggio, parallelamente alla mobilitazione cittadina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un provvedimento di fermo per indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica, nei confronti di un giovane palermitano di ventotto anni, ritenuto responsabile dell'omicidio. L'uomo, il cui nome è Gaetano Maranzano, era stato già condotto in caserma intorno alle tredici per essere sottoposto a interrogatorio dai magistrati; un passaggio investigativo cruciale, che si è concluso con la convalida del fermo e con un elemento di rilievo: il ritrovamento dell'arma, una pistola, che si ritiene sia stata utilizzata per commettere il delitto.

La movida prosegue nonostante il lutto

A poche centinaia di metri dalla commozione della piazza, la vita – o almeno quella della movida – sembrava aver già ripreso il suo corso consueto. Nella zona della "Champagneria", l'area che da via Maqueda conduce a via Roma e dove, proprio la notte scorsa, Paolo Taormina ha perso la vita, i locali hanno tenuto regolarmente aperti i battenti. Luci colorate erano accese e i buttafuori erano in azione, mentre i tavolini dei pub, compresi quelli adiacenti allo "O scrusciu", il gestito dalla vittima, venivano disposti sul marciapiede come in qualsiasi altra serata, in un contrasto stridente con l'accaduto che ha lasciato trapelare un senso di desolante normalità.

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