Caltagirone, tre indipendenti nel cda della holding
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Redazione Economia
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La holding di famiglia Fgc, cassaforte a monte del gruppo Caltagirone, apre il suo consiglio di amministrazione a tre nuove figure esterne, compiendo un passo significativo nella ridefinizione della propria governance. L'assemblea, presieduta da Azzurra Caltagirone, ha infatti deliberato l'ampliamento del board, che da tre membri passa a sei, con l'ingresso di professionisti indipendenti di consolidato prestigio. L'operazione, che avviene in un momento di riorganizzazione dei poteri all'interno del gruppo facente capo all'imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, mira a rafforzare la struttura di controllo della società, la quale detiene una quota pari al 33,3% di Caltagirone Spa. Si tratta di una mossa che, introducendo competenze tecniche e autorevoli esperienze istituzionali, punta a irrobustire il quadro degli equilibri societari.
Il profilo dei nuovi consiglieri
Entrano così nel consiglio Giovanni Tria, ordinario di Economia all'Università di Roma Tor Vergata ed ex ministro dell'Economia e delle Finanze nel primo governo Conte; Giuseppe Vegas, professore di Storia economica all'Università Cattolica di Milano, già viceministro dell'Economia e presidente della Consob per un lungo mandato, dal 2010 al 2017; e Roberto Santi, avvocato cassazionista la cui expertise si concentra sul diritto pubblico dell'economia, sulla compliance normativa e sulle materie antitrust. Questi nomi, che portano con sé un bagaglio di conoscenze accademiche e di pratiche esperienze nei ruoli di vigilanza e di governo dell'economia, vanno a formare un vero e proprio comitato degli amministratori indipendenti all'interno della holding.
Una scelta di governance
L'ingresso di Tria, Vegas e Santi non rappresenta un semplice rimpasto, bensì un intervento strutturale volto a dotare la cassaforte familiare di un organo amministrativo più articolato e tecnicamente solido. L'allargamento del board, deciso dall'assemblea, risponde a esigenze di modernizzazione e di rafforzamento degli assetti di controllo, in un contesto societario complesso come quello del gruppo Caltagirone. La scelta di attingere a profili di così alto standing istituzionale, del resto, segnala l'intenzione di coniugare la tradizione imprenditoriale di famiglia con standard di governance trasparenti e allineati alle migliori pratiche, pur restando la società non quotata sui mercati regolamentati.
Il quadro complessivo
Questa operazione di governance si inserisce in un più ampio percorso di riorganizzazione interna, che vede la holding Fgc come il perno degli assetti proprietari. La delibera assembleare, nello specifico, ha sancito formalmente il nuovo corso, integrando il consiglio con quelle che la stessa nota della società definisce "figure professionali indipendenti". Mentre il gruppo Caltagirone è attivo in settori diversificati, dall'editoria alle costruzioni, la mossa sulla cassaforte di vertice appare come un tassello cruciale per la futura stabilità e per la gestione delle partecipazioni, tra le quali figura anche una quota rilevante in un importante istituto bancario toscano.




