Un esposto finisce ai pm nella guerra bancaria tra Mediobanca e Caltagirone
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Redazione Economia
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Mentre si avvicina l’assemblea di Mediobanca del 16 giugno, che dovrà decidere sul futuro dell’offerta pubblica di scambio (Ops) su Banca Generali, un nuovo fronte si è aperto, questa volta in procura. Sul tavolo dei pm milanesi è infatti approdato un esposto – presentato nelle scorse settimane – con cui Mediobanca ha segnalato alle autorità di vigilanza, tra cui Consob, Bce e Bankitalia, l’ipotesi di un presunto “concerto” tra Francesco Gaetano Caltagirone e la holding Delfin di Leonardo Del Vecchio nell’ambito dell’operazione su Monte dei Paschi.
Sebbene la stessa Mediobanca abbia poi smentito, in serata, di aver depositato l’esposto in procura – dopo che le agenzie avevano dato la notizia in mattinata –, il fascicolo è stato comunque aperto. Si tratta, stando a quanto emerso, di un modello 45, ovvero il registro in cui confluiscono segnalazioni che, almeno in questa fase, non configurano un reato. L’ipotesi al vaglio è quella di un accordo occulto tra i due soci, che avrebbero agito in modo coordinato per influenzare l’Ops lanciata da Mps su Mediobanca.
Intanto, mentre la guerra delle scalate prosegue tra ricorsi al Tar e offerte pubbliche, due nuovi soggetti si sono schierati a favore dell’operazione su Banca Generali: Mediolanum e Norges Bank, il fondo sovrano norvegese, hanno infatti confermato il loro sostegno all’Ops. Un segnale che potrebbe pesare nell’assemblea di lunedì, dove si deciderà se procedere con l’acquisizione.




