Un'offerta miliardaria per la Juventus, Exor chiude la porta: "Nessuna vendita"
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Redazione Sport
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In un periodo di profondo fermento finanziario per Exor, la holding che fa capo alla famiglia Agnelli Elkann, mentre sono in corso le trattative per la cessione del gruppo editoriale Gedi, un'altra potenziale operazione di straordinaria importanza si è affacciata sul tavolo dei vertici. Tether, il colosso noto a livello globale per essere l'emittente dell'omonima stablecoin, ha infatti presentato al consiglio di amministrazione della holding una proposta vincolante e non sollecitata, mirata all'acquisizione dell'intera quota di partecipazione che controlla la Juventus Football Club. Una mossa, questa, che getta una luce nuova sulle ambizioni del settore cripto nello sport di vertice, anche se la risposta dalla parte degli Agnelli è giunta, almeno nelle intenzioni dichiarate, netta e senza esitazioni.
I termini della proposta di Tether
Secondo quanto trapelato dalle indiscrezioni di mercato, l'offerta presentata da Tether Investments è quantificabile in una cifra che si aggirerebbe intorno a 1,1 miliardi di euro, con un prezzo per azione fissato a 2,66 euro, per l'acquisizione del pacchetto di controllo del 65,4% del capitale sociale della società bianconera. La proposta, che per sua natura è vincolante, reca una scadenza precisa: Exor avrebbe tempo fino alle ore 18 del 22 dicembre per far pervenire una formale accettazione scritta, oltre la quale l'offerta decadrebbe automaticamente. Tether, che già detiene una partecipazione di oltre l'11% nel club, ha delineato anche gli step successivi, prevedendo, in caso di accettazione, la negoziazione di un accordo definitivo e un closing condizionato alle necessarie autorizzazioni delle autorità di vigilanza. Elemento non secondario del piano, stando alle ricostruzioni, sarebbe l'impegno a investire ulteriori risorse, si parla di un miliardo di euro, per lo sviluppo del club stesso.
La secca smentita della holding di famiglia
Nonostante la concretezza e il dettaglio dell'offerta, la reazione da parte di Exor è stata immediata e perentoria. Fonti vicine alla holding, attraverso una nota ufficiale, hanno smentito con decisione l'esistenza di qualsiasi trattativa in corso per la cessione della partecipazione di maggioranza nella società calcistica. La posizione è stata espressa in termini cristallini, affermando che "la Juventus non è in vendita", né a Tether né ad altri potenziali acquirenti. Una presa di distanza che, per ora, sembra porre un argine alle voci di un possibile passaggio di proprietà, ribadendo l'intenzione di mantenere il legame storico tra la famiglia e il club torinese. Una chiusura che arriva in un momento delicato, mentre Exor è impegnata su altri fronti della sua ampia galassia di investimenti.
Il contesto e le implicazioni dell'operazione
La mossa di Tether si inserisce in un quadro più ampio, che vede gli operatori del mondo delle criptovalute e del digitale mostrare un interesse sempre più concreto per il business dello sport professionistico, considerato non solo un asset di prestigio ma anche una potente piattaforma di branding e di engagement con un pubblico vastissimo. La proposta, per quanto al momento respinta, segnala una volontà di penetrazione in un settore tradizionale da parte di un attore finanziario non convenzionale, che dispone di liquidità ingente. La vicenda, al di là del suo esito immediato, rimane emblematica delle nuove dinamiche che attraversano il calcio di alto livello, sempre più crocevia di capitali globali e di strategie di investimento che guardano ben oltre i confini del rettangono di gioco.




