Incendi in Spagna, migliaia di evacuati e un volontario morto: il Mediterraneo brucia
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Un vasto rogo, divampato il 10 agosto nella provincia di Zamora, in Spagna, si è rapidamente esteso verso León, costringendo all’evacuazione più di 5.000 persone. I vigili del fuoco, impegnati in un’operazione di contenimento, hanno cercato di proteggere i piccoli centri abitati, tra cui San Esteban de Nogales e Carracedo de Vidriales, ma le fiamme, alimentate da venti forti e temperature elevate, hanno reso vani molti sforzi. Tra le vittime, un volontario di 35 anni, morto mentre tentava di creare linee tagliafuoco, riportando ustioni letali.
La Spagna è attualmente alle prese con sei grandi incendi ancora fuori controllo, che si aggiungono ai 199 roghi registrati dall’inizio dell’anno, i quali hanno già devastato quasi 100.000 ettari di terreno, più del doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. I dati del Sistema europeo di informazione sugli incendi boschivi confermano una tendenza allarmante, con condizioni meteorologiche estreme che aggravano la situazione.
Non è solo la penisola iberica a soffrire: l’intero bacino del Mediterraneo è sotto assedio. In Grecia, nelle ultime ore, sono scoppiati 152 nuovi focolai, mentre in Spagna, oltre al dramma di Zamora, un uomo di 50 anni ha perso la vita nel tentativo di mettere in salvo dei cavalli da una stalla in fiamme vicino a Madrid.
L’ondata di calore, che persiste anche in Italia, soprattutto al Centro-Nord, non accenna a placarsi. Secondo i meteorologi, solo verso il fine settimana si potrà sperare in un lieve sollievo. Intanto, città e spiagge diventano invivibili, con l’afa che rende difficile persino respirare.




