Zidane sarà il nuovo ct della Francia, l’incarico dopo il mondiale
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Redazione Sport
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L’attesa, lunga anni, si sta per trasformare in realtà. Zinedine Zidane assumerà la guida tecnica della nazionale francese al termine della Coppa del Mondo 2026, un passaggio di consegne che, stando a quanto riferito dalla stampa internazionale e in particolare da ESPN, sarebbe già stato sancito da un accordo verbale con la Federcalcio francese. Il classe 1972, che ha da poco spento 53 candeline, tornerà così in panchina dopo un periodo di pausa iniziato nel 2021, quando lasciò il Real Madrid per la seconda volta. Si tratta, per molti versi, della conclusione di un percorso annunciato: l’eredità di Didier Deschamps, il quale chiuderà un ciclo lunghissimo di quattordici anni sulla panchina dei Bleus, passa ora nelle mani di chi, da campione assoluto, ha già imparato a vincere da allenatore sui palcoscenici più prestigiosi.
Il segreto di pulcinella che diventa ufficialità
Che Zidane fosse destinato a succedere a Deschamps è sempre stata una delle certezze più solide del calcio transalpino, un’eventualità mai smentita né dall’interessato né dai vertici federali. La conferma, se così si può definire un’indiscrezione che ormai aveva i crismi della notizia, è arrivata al termine di un weekend nel quale i dettagli si sono infittiti: esiste già un’intesa di massima con la FFF, manca solo l’annuncio formale per rendere operativo un passaggio che, in fondo, era stato scritto già quando Zidane, dopo il primo addio al Real Madrid, iniziò a prendersi il suo tempo lontano dalle panchine. I francesi, dal canto loro, non hanno mai nascosto la volontà di riportare a casa il loro campione mondiale, quello che da giocatore trascinò la Nazionale ai titoli più alti.
L’attesa per il mondiale e il dopo
Prima di quel passaggio, però, ci sarà l’imminente appuntamento iridato in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti. Didier Deschamps, artefice di un ciclo storico che lo ha visto trionfare da calciatore e poi da ct, siederà ancora una volta sulla panchina dei galletti per quella che sarà la sua ultima competizione. Un valzer di panchine, questo, che si preannuncia di portata mondiale, con il dopo mondiale destinato a ridisegnare diversi scenari tecnici. In questo quadro, il ritorno di Zidane – a distanza di cinque anni dalla sua ultima esperienza al Bernabéu – rappresenta un elemento centrale. La sua assenza dal calcio giocato, durata finora quattro anni, si chiuderà con un incarico che molti ritengono quasi naturale, quasi inevitabile, data la sua storia con la maglia della Nazionale.
Opportunità e conferme in assenza di smentite
Il fatto che né Zidane né i dirigenti della Federcalcio abbiano mai negato questa prospettiva, unito alla recente ufficialità del mancato rinnovo di Deschamps dopo quattordici anni di regno, ha trasformato l’ipotesi in certezza. Non si parla solo di un aspetto tecnico, ma anche di una portata commerciale enorme, un ritorno che inevitabilmente porterà con sé un’eco mediatica paragonabile a quella dei suoi giorni da campione. Del resto, la storia di Zidane con la Francia è un legame che non ha mai conosciuto crepe, e il fatto che ora la panchina della Nazionale torni a lui – chiudendo un cerchio iniziato con il ritiro dal calcio giocato – rappresenta la conclusione di una lunga attesa. È sempre stata solo una questione di tempo, e ora quel tempo è arrivato.




