Buffon rivela retroscena su Zidane e quella testata: "Il Mondiale 2006 e le parole che non vi hanno mai detto"
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Redazione Sport
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Gigi Buffon, ripercorrendo con lucidità la finale del Mondiale 2006 a Berlino, ha svelato un dettaglio inedito che riguarda uno degli episodi più discussi della storia del calcio: la testata di Zinedine Zidane, allora capitano della Francia, durante i tempi supplementari. "Quel gesto, che tutti ricordano, è stato rivisto in televisione prima che l’arbitro prendesse una decisione", ha rivelato il portiere, sottolineando come, sebbene il VAR non esistesse ancora, ci fosse già una forma embrionale di consultazione delle immagini. Una dinamica poco nota, che getta una luce diversa su un momento diventato iconico, seppur per le ragioni sbagliate.
Quella notte del 9 luglio, che si concluse ai rigori con il trionfo dell’Italia, resta impressa nella memoria non solo per l’esito, ma per le emozioni contrastanti che la accompagnarono. Buffon, che oggi ricopre il ruolo di capo delegazione della Nazionale, ha ammesso di provare ancora un senso di vergogna per alcune frasi pronunciate in carriera, come l’episodio del 2018 in Champions League, quando definì l’arbitro Michael Oliver "un bidone dell’immondizia al posto del cuore". "Con il tempo, certe parole pesano", ha confessato durante la presentazione del suo libro "Cadere, rialzarsi, cadere, rialzarsi" al Salone di Torino. "Avevo una responsabilità, ero il capitano, e oggi mi pento di aver dato quell’immagine".
Tra gli aneddoti più curiosi, quello legato a Marcello Lippi, ct della squadra azzurra durante il Mondiale in Sudafrica 2010. "Eravamo eliminati, lo spogliatoio era un luogo di disperazione", ha raccontato Buffon, "e lui entrò dicendo: ‘La colpa è mia, sono un c… che ha portato voi’. Io scoppiai a ridere in doccia". Un modo per stemperare la tensione, ma anche per dimostrare come, dietro alle figure apparentemente più inflessibili, si nasconda un’umanità spesso invisibile al pubblico.




