Moratti compie 80 anni tra ex calciatori e ricordi: "L'Inter di oggi? Una squadra di volontà"
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Redazione Sport
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Massimo Moratti, che aveva annunciato di voler festeggiare il suo ottantesimo compleanno "in famiglia", si è ritrovato invece circondato da decine di ex giocatori, amici e volti storici della sua Inter. Nella tenuta di Imbersago, in provincia di Lecco, l’ex presidente nerazzurro ha vissuto una giornata di festa inaspettata, tra abbracci, risate e ricordi di un’epoca che ha segnato la storia del club.
"La mia Inter e quella di oggi? Sono squadre diverse, con società e allenatori differenti", ha detto Moratti, sottolineando come l’attuale formazione guidata da Inzaghi sia "un gruppo di buonissima volontà, che ha imparato a mettersi insieme trovando italiani fortissimi". A differenza della sua squadra, costruita con "stranieri di classe internazionale", l’Inter odierna rappresenta un altro modello vincente. "Ma entrambe – ha aggiunto – sono fatte da giocatori simpatici che meritano di vincere qualcosa di importante".
Tra gli ospiti, una parata di leggende: da Ronaldo, in forma smagliante con la fidanzata, a Christian Vieri, arrivato a bordo di un pandino insieme ad Álvaro Recoba. E poi Andrea Pirlo, definito da Moratti "l’acquisto di cui vado più fiero, ma anche l’errore più grande, visto che poi l’ho ceduto al Milan", e Nicola Ventola, tra i tanti volti che hanno reso indimenticabili quegli anni.
Maurizio Pistocchi, giornalista vicino a Moratti, ha raccontato su X un retroscena inedito: nel dicembre 1997 gli fu proposta l’opportunità di acquistare Ronaldinho, allora sconosciuto e in procinto di compiere 18 anni. "Un amico mi chiamò da Belo Horizonte – ha scritto –, ma Moratti non fece mai pressioni, a differenza di altri". Un dettaglio che conferma lo stile dell’ex presidente, sempre rispettoso dei ruoli e delle persone.
La festa, organizzata all’insegna della semplicità, si è trasformata in un tributo spontaneo a un uomo che, pur non essendo più alla guida del club, resta nel cuore della tifoseria. Tra i presenti, anche Javier Zanetti, simbolo di quell’Inter che Moratti ha costruito con passione e, a volte, con sofferenza.




