Bafang porta le batterie semi-solide sulle bici elettriche, mentre l'auto accelera

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Mentre il settore automotive fissa, non senza una certa trepidazione, la scadenza del 2026 per l'arrivo delle batterie allo stato solido, una rivoluzione silenziosa, seppur di minore portata, è già in fase di lancio nel mondo delle bici a pedalata assistita. Bafang, fornitore di primo piano per il comparto delle eBike, ha infatti presentato alla fiera EICMA 2025 la prima batteria allo stato semi-solido destinata a modelli di produzione, anticipando di fatto un'innovazione che si credeva appannaggio esclusivo delle quattro ruote. Questa tecnologia, che rappresenta una via di mezzo tra gli accumulatori tradizionali ai polimeri di litio e quelli puramente solidi, promette di apportare miglioramenti significativi in termini di densità energetica e di stabilità, il che si traduce, in pratica, in autonomie più lunghe e cicli di vita più duraturi per i mezzi a due ruote. Un passo avanti concreto, dunque, che dimostra come la ricerca sull'accumulo di energia non proceda lungo un'unica direttrice ma si sviluppi attraverso percorsi paralleli e complementari.

Il futuro prossimo dell'auto: Dongfeng e la batteria da 1.000 km

Sul fronte automobilistico, intanto, le attese si concentrano sulle promesse dei colossi cinesi. Dongfeng, per esempio, ha annunciato di essere prossima alla produzione di un accumulatore allo stato solido con una densità energetica dichiarata di 350 Wh/kg, un valore che, se confermato, segnerebbe un balzo in avanti notevole rispetto alle tecnologie attuali. L'obiettivo della casa, che alcuni considerano ambizioso ma che altri giudicano ormai a portata di mano, è quello di commercializzare i primi veicoli equipaggiati con questa batteria a partire da settembre del 2026. Questi modelli, stando alle specifiche tecniche rese note, dovrebbero garantire un'autonomia di circa 1.000 chilometri con una singola carica, un traguardo che risolverebbe una delle principali ansie degli automobilisti, ovvero la cosiddetta "range anxiety".

BYD e la strategia consolidata sulle batterie LFP

Non tutti i costruttori, però, stanno puntando esclusivamente sulla scommessa, seppur affascinante, dello stato solido. BYD, per esempio, continua a investire massicciamente sul perfezionamento delle batterie al litio-ferrofosfato, meglio note con l'acronimo LFP, una chimica considerata generalmente più sicura e longeva, sebbene storicamente meno energivora. Grazie al lavoro della sua divisione FinDreams, la compagnia è riuscita a comprimere i costi di produzione e a incrementare progressivamente le prestazioni, arrivando a prospettare, per i suoi futuri modelli elettrici, autonomie che potrebbero toccare anch'esse i 1.000 km. Questo approccio, che potremmo definire "evolutivo" piuttosto che "rivoluzionario", permette di sfruttare una catena di approvvigionamento già consolidata e di offrire prodotti, come si suol dire, "qui e ora", senza dover attendere i tempi, spesso lunghi, dell'industrializzazione di una tecnologia completamente nuova.

Il ponte tecnologico rappresentato dallo stato semi-solido

In questo panorama in fermento, le batterie allo stato semi-solido si configurano come una soluzione ibrida e strategicamente rilevante. Esse, infatti, fungono da ponte tecnologico, incorporando alcuni dei vantaggi delle celle solide – come una maggiore sicurezza intrinseca e una superiore densità di energia – pur mantenendo una struttura e processi produttivi che, in parte, ereditano da quelli tradizionali. L'introduzione di questa tecnologia da parte di Bafang nel mercato delle eBike, un settore dove il peso e l'ingombro sono fattori critici, ne è una dimostrazione lampante. L'innovazione, che inizierà a diffondersi tra i consumatori nel giro di un mese, offre un assaggio di ciò che potrebbe riservare il futuro prossimo anche per le automobili, dimostrando come i progressi nel campo dell'accumulo energetico siano ormai trasversali e continui.

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