De Laurentiis e il Napoli, una nuova egemonia nel calcio italiano

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Aurelio De Laurentiis, il quale ha sempre condotto la società con un pragmatismo spesso in contrasto con le logiche tradizionali del calcio, ha di fatto riscritto le gerarchie della Serie A in un arco di tempo sorprendentemente breve. Mentre i club del nord, quelli storicamente considerati “big”, arrancano in un pantano di errori passati, strategie confuse e limitazioni finanziarie, il Napoli ha assunto il comando delle operazioni, sia sul mercato che, conseguentemente, in campo. Una rivoluzione silenziosa ma dal potenziale dirompente, il cui simbolo più evidente è l’acquisizione di Rasmus Hojlund.

L’operazione che ha portato il ventiduenne attaccante danese in Campania è esemplare della nuova realtà. Costretto a uscire dall’emergenza creatasi con l’infortunio, grave, del proprio uomo più importante in attacco, il club non si è limitato a una soluzione tampone. In tredici giorni, tra il 18 e il 31 agosto, ha invece chiuso un affare da 50 milioni di euro, strappando al Manchester United un gioiello considerato tra i più promettenti d’Europa. Un segnale inequivocabile: il calcio italiano non è più quello di prima, con i tradizionali centri di potere costretti all’inseguimento.

Proprio Hojlund, del resto, porta con sé numeri che ne giustificano l’investimento. Secondo un’analisi Opta, che ha preso in esame i cinque maggiori campionati europei dalla stagione 23/24 a oggi, il danese vanta la migliore percentuale realizzativa (23%, con un minimo di 20 reti) tra tutti i giocatori che hanno segnato il 100% delle proprie reti senza calci di rigore. Un dato che fotografa un centravanti puro, letale nei movimenti e freddo davanti alla porta.

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