Windows 11 si rifà il look sotto pressione: meno memoria, più spazio e un addio (lento) al pannello di controllo
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non è la prima volta che Microsoft promette di mettere ordine nel caos funzionale di Windows 11, e probabilmente non sarà neppure l’ultima. Stavolta, però, c’è un elemento nuovo a fare da catalizzatore: la pressione competitiva – silenziosa ma concreta – che arriva dal fronte dei portatili accessibili, un territorio storicamente dominato dai PC con sistema operativo di Redmond. Secondo quanto emerso nelle ultime ore, l’imminente arrivo di un dispositivo (un presunto MacBook Neo da 699 euro) avrebbe accelerato i tempi per una serie di correzioni attese da tempo. Non si tratta di tifo da bar tra sostenitori Apple e Microsoft, bensì di questioni molto più prosaiche: il consumo abnorme di memoria, una ricerca che spesso perde per strada ciò che dovrebbe trovare, lo Start che a volte inciampa su se stesso, un File Explorer dal comportamento altalenante, aggiornamenti invasivi come pochi e un’interfaccia che sembra voler raccontare tutto, finendo per non raccontare nulla.
FAT32 e lo storico limite dei 32 GB: dopo trent’anni, una svolta
C’è poi una correzione che sa di archeologia informatica, eppure è carica di conseguenze pratiche. Le nuove build di Windows 11, quelle rilasciate ad aprile 2026 nel canale Insider, rimuovono finalmente il limite di 32 GB per il file system FAT32 – un vincolo introdotto più di trent’anni fa, quando i dischi da centinaia di gigabyte erano fantascienza. Ora il tetto viene alzato a 2 TB, consentendo di formattare unità di dimensioni ben più ragguardevoli con questo storico file system, senza dover ricorrere per forza a NTFS o exFAT. A ciò si aggiunge un miglioramento generale della velocità dello storage e una riduzione dei fastidiosi prompt di controllo dell’account utente (UAC), quelli che interrompono il flusso di lavoro con la grazia di un martello pneumatico.
Più coerenza nell’interfaccia e l’addio (graduale) al pannello di controllo
L’orizzonte degli interventi non si ferma qui. Le stesse build preliminari anticipano un lavoro più ampio sulla coerenza visiva e funzionale del sistema, un vecchio cruccio di chi usa Windows quotidianamente. Parallelamente, uno dei dirigenti di Microsoft ha confermato – se ancora ce ne fosse bisogno – che l’obiettivo resta quello di eliminare del tutto il vecchio Pannello di controllo, trasferendo ogni singola impostazione nell’app Impostazioni. Era uno dei propositi iniziali di Windows 11, e ora sembra finalmente prendere forma, seppur con i tempi biblici che contraddistinguono certe transizioni. Non ci sono date, né promesse roboanti: solo la consapevolezza che la doppia interfaccia (Pannello di controllo da una parte, Impostazioni dall’altra) è destinata a scomparire.
Xbox, Secure Boot e un aprile di novità per gli utenti Windows Insider
Tra le altre novità emerse nelle build di aprile 2026 spiccano una modalità Xbox ottimizzata (pensata per i giocatori che non amano le distrazioni del desktop) e avvisi più chiari per lo stato del Secure Boot, una funzionalità di sicurezza fondamentale ma spesso fraintesa. L’insieme di questi interventi – alcuni piccoli, altri meno – traccia la direzione che Microsoft intende seguire per il resto dell’anno: meno fronzoli, più sostanza. E se la spinta iniziale è arrivata dalla pressione commerciale sui notebook economici, il risultato finale finirà per giovare a tutti, anche a chi di Apple non vuole sentir parlare. Le build sono già disponibili per gli utenti del programma Windows Insider, mentre per il grande pubblico non resta che aspettare i prossimi aggiornamenti cumulativi.




