Yael Trepy sta bene, il sorriso e le parole che rassicurano i tifosi del Cagliari
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Redazione Sport
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Il risveglio dal coma farmacologico ha restituito ai familiari, ai compagni di squadra e all'intero ambiente rossoblù un'immagine che fino a pochi giorni fa sembrava quasi impossibile. Yael Trepy, l'attaccante francese del Cagliari vittima di un principio di annegamento lo scorso 17 agosto in una piscina di una villa in Costa Smeralda, ha aperto gli occhi e ha ricominciato a parlare, alimentando la speranza in una guarigione completa che i medici dell'ospedale SS. Annunziata di Sassari definiscono ormai a portata di mano.
L'incidente, che aveva destato enorme preoccupazione negli ambienti sportivi e non solo, ha avuto un epilogo che restituisce serenità a una piazza intera, dopo che per ore il giovane calciatore era rimasto appeso a un filo tra la vita e la morte.
Il risveglio e le prime parole in ospedale
Le condizioni di Trepy, ricoverato in terapia intensiva subito dopo il tragico evento, sono migliorate sensibilmente al punto che la direzione sanitaria ha già iniziato a programmare il trasferimento in un reparto di degenza ordinaria. La direttrice della terapia intensiva, Stefania Milia, ha spiegato che il ragazzo rimarrà ancora qualche giorno sotto osservazione, per poi essere dimesso una volta completato l'iter di controllo.
Il risveglio dal coma è stato graduale ma costante: il calciatore respira in autonomia, ha ripreso a nutrirsi e, cosa ancora più importante dal punto di vista neurologico, ha scambiato le prime battute con i sanitari che lo hanno assistito in queste ore. Segnali che escludono, con un margine di sicurezza ormai consolidato, la presenza di danni cerebrali conseguenti all'asfissia da annegamento.
La visita dei dirigenti e la vicinanza dell'allenatore
Nel pomeriggio di oggi, la delegazione del Cagliari che si è recata a Sassari per portare il sostegno della società ha potuto constatare di persona lo stato di salute del proprio tesserato. Roberto Muzzi, responsabile dell'area scouting del club, ha incontrato il ragazzo in ospedale e ha riferito ai cronisti presenti il clima di grande commozione che si è respirato durante il colloquio. «Ha parlato, sta bene e ci ha mandato un bacio – ha detto Muzzi – abbiamo rivisto il suo sorriso, quello che ci ha sempre accompagnato anche nei momenti più difficili».
Con lui era presente anche l'allenatore Pisacane, che ha voluto stringere personalmente la mano al suo attaccante in un gesto di vicinanza che va oltre il semplice rapporto professionale, a testimonianza di uno spogliatoio che non ha mai smesso di fare quadrato attorno a uno dei suoi elementi più giovani e promettenti.
La foto che fa il giro del web e la risposta dei tifosi
A dare ulteriore concretezza alle buone notizie, il Cagliari ha pubblicato sui propri canali ufficiali una fotografia che ritrae Trepy in ospedale, sorridente e sollevato, affiancato dai medici che lo hanno curato in questi giorni di forte apprensione. L'immagine, che ritrae un volto disteso e consapevole, ha spazzato via in poche ore i timori più cupi e ha scatenato una valanga di messaggi di affetto sui social, dove i sostenitori rossoblù hanno riempito i commenti con incoraggiamenti e attestati di stima.
A farsi portavoce del sentimento collettivo è stato anche il Cagliari Fan club, con il portavoce Carlo Fancello che ha voluto rivolgere un pensiero pubblico al ragazzo: «Ti aspettiamo, ansiosi di vederti in campo», una frase che racchiude l'orgoglio e la trepidazione di una tifoseria che ha vissuto con il fiato sospeso le ultime quarantott'ore.
La tempestività dei soccorsi e la gestione dell'emergenza
Il presidente del Cagliari, Giulini, ha voluto sottolineare come la rapida evoluzione della situazione sia stata determinata dalla prontezza dei primi interventi, che hanno evitato il peggio in quelle che i medici definiscono "finestre di tempo" cruciali per la sopravvivenza in casi di annegamento. «Salvato da soccorsi tempestivi» ha dichiarato il numero uno del club, evidenziando il ruolo fondamentale giocato dai sanitari e dai bagnini presenti nella struttura dove si era recato il calciatore.
L'incidente, risalente a pochi giorni fa, aveva gettato nello sconforto l'ambiente isolano, soprattutto per la giovane età dell'attaccante e per le speranze che la società aveva riposto in lui in vista della nuova stagione calcistica. Ora che il pericolo è scampato, resta solo l'attesa che il ragazzo recuperi completamente le forze per poter tornare a calcare il prato verde, anche se i tempi di un eventuale rientro in campo appaiono ancora tutti da definire.
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