Cagliari, il sorriso di Trepy dopo il coma: "Nessun danno, presto a casa"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La partita più importante, quella contro il destino, Yael Trepy l'ha vinta con un sorriso. Il 20enne attaccante del Cagliari, ricoverato in Terapia intensiva al policlinico «Santissima Annunziata» di Sassari, continua a dare segnali confortanti che allontanano gli spettri più cupi legati al grave incidente in piscina verificatosi domenica scorsa a Baja Sardinia, in Costa Smeralda.

Dopo essere stato estubato nel tardo pomeriggio di martedì 18 agosto, a seguito del trasporto d'urgenza in eliambulanza, il calciatore francese ha ripreso pienamente conoscenza, dimostrando di non aver riportato quelle lesioni neurologiche che, in casi simili, rappresentano sempre il rischio maggiore.

Le parole dei medici e il responso clinico

La dottoressa Stefania Milia, direttrice della Terapia intensiva, ha voluto rassicurare famigliari e tifosi sullo stato di salute del giovane atleta, sottolineando come la degenza non si protrarrà oltre il necessario. «È tornato in sé e non presenta criticità a livello cerebrale – ha spiegato il medico –, il che ci permette di guardare con fiducia ai prossimi giorni. Ancora qualche giorno di osservazione e poi potrà essere dimesso».

Le 24 ore trascorse in coma farmacologico, una procedura standard per proteggere l'organismo dopo un evento traumatico come il principio di annegamento, hanno sortito l'effetto sperato, consentendo ai parametri vitali di stabilizzarsi progressivamente fino al risveglio.

La visita in corsia e il messaggio per la squadra

A corroborare l'ottimismo della dirigenza rossoblù, giunta al capezzale del ragazzo, c'è il racconto di Roberto Muzzi, responsabile dell'area scouting del Cagliari, che ha potuto parlare direttamente con Trepy poche ore dopo l'estubazione. «L'abbiamo incontrato, ha parlato con noi, ci ha mandato un bacio e abbiamo rivisto il suo sorriso – ha dichiarato Muzzi, visibilmente sollevato –. È un ragazzo forte, e in questo momento il fatto che stia bene è la notizia più bella che potessimo ricevere».

Presente in ospedale anche l'allenatore Pisacane, a testimonianza della vicinanza dell'intero ambiente calcistico al calciatore.

Il ruolo decisivo dei soccorsi tempestivi

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, ha voluto rimarcare l'importanza della catena dei soccorsi nell'evitare conseguenze ben più gravi. «La tempestività con cui è stato soccorso e il lavoro dei sanitari hanno fatto la differenza», ha commentato il numero uno del club, riferendosi all'intervento immediato scattato dopo che il giovane attaccante aveva rischiato l'annegamento nella piscina di una villa del litorale gallurese.

Nel frattempo, per fugare ogni dubbio sulle reali condizioni fisiche e mentali del 20enne, il Cagliari ha diffuso una fotografia che ritrae Trepy in ospedale, circondato dallo staff medico, con un'espressione serena e distesa che lascia intravedere il carattere del ragazzo. L'incidente, che aveva gettato nello sconcerto il mondo del calcio italiano e francese, si sta dunque trasformando in una vicenda a lieto fine, grazie alla giovane età del calciatore e alla prontezza dei primi interventi.

Al momento, il calciatore respira autonomamente e si sta alimentando regolarmente, segni inequivocabili di un recupero che procede spedito verso la conclusione.

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