Meloni ad Algeri: la corona al Monumento dei Martiri e il faccia a faccia con Tebboune nel segno del gas
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha compiuto questa mattina il suo ingresso ufficiale ad Algeri atterrando all’aeroporto internazionale Houari-Boumediene, dove è stata accolta dal primo ministro algerino, prima di avviare la seconda missione di governo nella nazione nordafricana. Il primo atto della visita, carico di solennità e di implicito riconoscimento storico, si è consumato ai piedi del Maqam Echahid, il celebre Monumento dei Martiri che domina la capitale dall’alto: qui la premier ha deposto una corona d’alloro, osservando un minuto di silenzio in memoria dei caduti della guerra d’indipendenza algeriana, un gesto che rinsalda il simbolismo politico di un’alleanza sempre più strutturale tra Roma e Algeri.
Dopo la cerimonia commemorativa, la delegazione italiana si è spostata verso il Palazzo presidenziale di El Mouradia, sede del potere esecutivo algerino, dove il presidente Abdelmadjid Tebboune ha accolto personalmente la presidente del Consiglio italiana con gli onori dovuti a un capo di governo con il quale – va ricordato – esiste ormai una relazione diplomatica consolidata da frequenti scambi e da una convergenza strategica mai così intensa negli ultimi decenni. L’incontro, iniziato con un faccia a faccia ristretto, si è poi allargato alle rispettive delegazioni per affrontare un’agenda che, come era prevedibile, ha trovato nell’energia il suo baricentro principale, considerato il ruolo di assoluto rilievo che l’Algeria ricopre come primo fornitore di gas naturale per l’Italia.
Un partenariato strategico che vale miliardi e guarda al futuro energetico
Sullo sfondo dei colloqui, e a giustificazione del carattere prioritario di questa missione, ci sono numeri che parlano chiaro: l’interscambio commerciale tra i due Paesi ha sfiorato i 13 miliardi di euro nel corso del 2025, con l’Italia che si conferma il primo partner commerciale dell’Algeria nel continente africano e un serbatoio di investimenti diretti che supera gli 8,5 miliardi di euro. Il gas rappresenta naturalmente la voce più pesante di questo rapporto – da solo copre circa l’83% delle importazioni italiane dal paese nordafricano – ma l’incontro di oggi è servito a ridisegnare i contorni di una cooperazione che intende spingersi ben oltre le forniture di idrocarburi. Nel corso delle dichiarazioni congiunte rilasciate nel pomeriggio, la premier ha infatti annunciato la volontà di “rafforzare la solidissima cooperazione” esistente, lavorando su nuovi fronti come l’ocean gas e le attività offshore per consolidare il flusso energetico, un obiettivo reso ancora più strategico dalle tensioni geopolitiche che attraversano il Mediterraneo e il Golfo Persico.
L’asse Roma-Algeri, in questo senso, si muove all’interno di una cornice ben precisa che va oltre la contingenza. La visita di Meloni – arrivata dopo la fine del Ramadan e in un momento di rinnovata attenzione europea verso le fonti africane – rappresenta l’ennesimo tassello di un percorso iniziato nel 2022, quando Algeri sostituì progressivamente Mosca nel mix energetico nazionale, e proseguito con il Vertice intergovernativo dello scorso luglio, dove i due Paesi hanno firmato un pacchetto di intese che spaziano dall’agricoltura alla difesa, passando per la lotta agli incendi e la produzione cinematografica. L’obiettivo dichiarato, come emerso dai colloqui odierni, è quello di trasformare questa collaborazione in un pilastro stabile del Piano Mattei per l’Africa, utilizzando l’esperienza algerina come modello di sviluppo e integrazione economica per l’intera regione.
I dossier aperti e la dimensione industriale di un’alleanza mediterranea
Ma il confronto tra Meloni e Tebboune non si è limitato ai soli aspetti legati all’approvvigionamento. I due leader hanno avuto modo di fare il punto anche su alcuni dossier internazionali di scottante attualità, dalle crisi in Iran e Libano fino alla situazione in Libia, con la quale l’Algeria condivide un lungo tratto di confine, senza tralasciare l’andamento del conflitto in Ucraina, giunto ormai al suo quinto anno. Si tratta di temi nei quali l’intesa tra i due Paesi è spesso risultata sintonica, alimentando quella che gli stessi analisti definiscono una “convergenza di vedute” sui principali equilibri regionali.
Sul piano prettamente economico, l’incontro ha messo in luce una dimensione industriale in rapida evoluzione. Se è vero che l’Italia continua a importare grandi quantità di gas, è altrettanto vero che le esportazioni italiane verso l’Algeria hanno registrato un incremento a doppia cifra, spinte dalla vendita di macchinari, prodotti tecnologici e attrezzature per l’industria manifatturiera e petrolifera. In questo quadro, le imprese italiane stanno giocando un ruolo decisivo nella diversificazione dell’economia algerina, intervenendo in settori strategici come l’industria agroalimentare, il farmaceutico, le energie rinnovabili e la meccanica di precisione. Il risultato, come sottolineato dalle agenzie di stampa algerine, è quello di un partenariato che ormai “supera ampiamente il quadro della bilancia commerciale”, configurandosi come un asse strutturale per la stabilità e la crescita del Mediterraneo allargato.
Dopo i colloqui e le dichiarazioni alla stampa, Tebboune ha offerto una colazione di lavoro in onore della presidente del Consiglio, chiudendo così la fase più formale di una visita che, nelle intenzioni dei due esecutivi, è destinata a lasciare un segno tangibile sull’architettura delle relazioni euro-mediterranee.
Meta description: Giorgia Meloni ad Algeri depone una corona al Monumento dei Martiri e incontra Tebboune. Focus sull’energia, il gas e il rafforzamento del partenariato strategico tra Italia e Algeria.




