Privatizzazione Poste, offerta digitale per piccoli risparmiatori dal 21 ottobre

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il governo italiano, attraverso un'operazione di privatizzazione, metterà sul mercato un'ulteriore quota del 14% di Poste Italiane, come previsto dall'ultimo decreto. Lo Stato, pur cedendo questa parte, rimarrà il principale azionista, mantenendo una partecipazione superiore al 50% grazie alla combinazione delle quote detenute direttamente dal Tesoro e dalla Cassa Depositi e Prestiti. Il collocamento delle azioni inizierà lunedì 21 ottobre e si concluderà giovedì 24 ottobre, con la comunicazione del prezzo di vendita prevista per venerdì 25 ottobre.

Di questo 14%, una quota del 35% sarà riservata ai piccoli risparmiatori, e all'interno di questa percentuale, una parte sarà destinata ai dipendenti di Poste Italiane. Il Ministero dell'Economia, che detiene attualmente il 64% di Poste Italiane (29% direttamente e 35% attraverso la Cassa Depositi e Prestiti), ha garantito che la quota in mano pubblica resterà superiore al 50%. Nel frattempo, il dicastero ha individuato le 11 banche che faranno parte del consorzio di garanzia e di collocamento, incaricate della vendita delle azioni a investitori istituzionali, risparmiatori e dipendenti, oltre alla gestione della greenshoe, una quota aggiuntiva utile a stabilizzare il prezzo durante la cessione delle quote.

L'operazione, che si preannuncia significativa per il mercato, è stata pianificata per rispondere a esigenze di bilancio. Il Ministero dell'Economia si prepara a dare il via a un periodo intenso per le privatizzazioni, con l'obiettivo di portare nelle casse dello Stato una cifra rilevante. Tuttavia, la vendita delle azioni sarà soprattutto un affare per gli investitori istituzionali, ossia i grandi fondi, mentre ai dipendenti di Poste sarà destinata una quota minima, pari al 3% del totale delle azioni messe in vendita.

Questa nuova tranche di privatizzazione di Poste Italiane rappresenta un passo importante per il governo italiano, che mira a bilanciare le esigenze di bilancio con la necessità di mantenere una partecipazione significativa nella società.

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