Caos treni, Salvini si difende in Parlamento
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Redazione Interno
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Il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, ha affrontato ieri la Camera dei Deputati per riferire sulla situazione critica della rete ferroviaria italiana, che negli ultimi mesi ha subito numerosi disagi, tra incendi, guasti e ritardi. Salvini, in un'aula gremita di leghisti, ha ringraziato i 92mila dipendenti delle Ferrovie dello Stato e le forze dell'ordine per il loro impegno quotidiano, nonostante le polemiche e le insinuazioni sul loro operato.
Il ministro ha sottolineato che, dopo l'esposto presentato dalle Ferrovie dello Stato, gli episodi di incendi e guasti sulla rete ferroviaria non si sono più verificati, ma ha comunque elencato una serie di casi "sospetti" avvenuti nei giorni successivi. Salvini ha ribadito la tesi del sabotaggio organizzato, sostenendo che i ritardi maggiori si sono verificati durante i governi precedenti, guidati dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle.
Nonostante le critiche e le richieste di dimissioni, Salvini ha difeso il suo operato, vantandosi di aver aumentato il numero di treni rispetto al passato. Tuttavia, solo una settimana fa, il suo vice, Edoardo Rixi, aveva proposto di ridurre il numero di treni del 15%, suscitando ulteriori polemiche.
Il ministro ha anche menzionato i 1200 cantieri aperti per l'ammodernamento della rete ferroviaria, indicandoli come causa secondaria dei disagi.




