Guerra a Gaza, negoziati a rischio mentre i morti palestinesi salgono a 60

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I colloqui tra Israele e Hamas per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, già da giorni in stallo, sarebbero ormai "vicini al collasso", secondo fonti palestinesi citate dalla Bbc. Intanto, le operazioni militari israeliane hanno provocato la morte di almeno 60 palestinesi dall’alba del 12 luglio, tra cui 27 civili in attesa di aiuti umanitari. Un bilancio che si aggiunge a quello già drammatico di un conflitto entrato nel suo nono mese senza prospettive di soluzione.

La situazione diplomatica appare sempre più compromessa, con accuse reciproche tra le parti. Fonti israeliane, riportate da Ynet, sostengono che Hamas abbia respinto una proposta di mediazione qatariota, definendo il movimento islamista "intransigente" e accusandolo di condurre una "guerra psicologica" per influenzare l’opinione pubblica. Da parte sua, l’ufficio di Benjamin Netanyahu ha ribadito che la responsabilità dell’impasse ricadrebbe su Hamas, sebbene analisi come quella del New York Times suggeriscano che il premier israeliano abbia scelto di prolungare il conflitto per motivi politici interni.

Secondo il quotidiano statunitense, che cita documenti e oltre cento interviste a funzionari israeliani, americani e arabi, Netanyahu avrebbe ceduto nell’aprile 2024 alle pressioni dei ministri più estremisti del suo governo, i quali minacciavano di far cadere l’esecutivo se si fosse accettata una tregua. Una mossa dettata, secondo l’inchiesta, dalla necessità di "rimanere al potere". Intanto, mentre la diplomazia arranca, l’Unione europea continua a importare gas israeliano estratto al largo di Gaza, un dettaglio che non manca di alimentare polemiche.

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