«Sulle tracce di Mr. Parkinson», il noir che dà la caccia al “mostro” dentro 300mila italiani
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Redazione Salute
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È un infiltrato seriale, subdolo e senza volto, quello che si annida nei gangli della base di oltre trecentomila persone nel nostro Paese. Lo chiamano “Mr. Parkinson”, e se da un lato l’identità di questo nemico – una malattia neurodegenerativa tra quelle in più rapida crescita a livello globale – è nota ai nosocomi, dall’altro la sua natura sfuggente lo rende difficile da stanare prima che i movimenti diventino un’impresa quotidiana. A provarci, però, non sono solo i neurologi o i fisioterapisti: nelle pagine del primo racconto noir dedicato al tema, pubblicato in occasione della Giornata mondiale che si celebrerà sabato 11 aprile, il compito di smascherare il “cattivo” tocca a tre pazienti. Simona, Massimiliano e Massimo – i loro nomi di battesimo – s’incontrano quasi per caso durante una seduta di Nordic Walking, quella camminata nordica che la ricerca ha più volte associato a benefici nella gestione dei sintomi motori; decidono così di unire le forze in una sorta di indagine amatoriale per capire chi sia davvero questo Mr. Parkinson e come si possano aggirare le sue trappole.
Un “cold case” neurologico e l’arma inaspettata del giallo
L’operazione editoriale, sostenuta da Zambon in collaborazione con Fondazione Limpe per il Parkinson Ets e Confederazione Parkinson Italia, non si limita alla divulgazione asettica dei numeri: se è vero che le stime parlano di circa 25 milioni di malati nel mondo entro il 2050, è altrettanto vero che la percezione pubblica della patologia resta spesso ancorata al solo tremore. «Abbiamo voluto aggiungere un nuovo tassello – ha spiegato Rossella Balsamo, responsabile Medical affairs per l’Italia e la Svizzera del gruppo farmaceutico – scegliendo uno strumento insolito come il noir per parlare al grande pubblico di temi complessi». L’intuizione, insomma, è quella di trasformare la cronaca di una degenerazione in un’indagine serrata: si seguono le tracce del “mostro” nei gesti che si fanno lenti, nei muscoli che diventano rigidi, negli sguardi che si perdono in un vuoto che non è assenza, ma fatica.
I numeri di una sfida silenziosa e la luce blu su Trento
Se i dati nazionali parlano di una platea di pazienti che oscilla tra le 250mila e le 300mila unità – con un’incidenza di dieci-dodici nuovi casi ogni centomila residenti all’anno – la risposta istituzionale arriva anche da gesti simbolici. Il comune di Trento, ad esempio, ha annunciato che sabato 11 aprile la fontana del Nettuno, nello scenario di piazza Duomo, si tingerà di blu nell’ambito della campagna globale “Spark the night, Accendi la notte”. Un’iniziativa, questa, promossa da Pd Avengers insieme all’associazione Parkinson Trento, che mira a portare l’attenzione su una patologia spesso relegata ai margini del dibattito sanitario nonostante il suo peso sociale. I sintomi, va ricordato, non si esauriscono nella classica triadica motoria: molti segnali precoci – come la perdita dell’olfatto, i disturbi del sonno o una stanchezza inspiegabile – vengono ancora oggi scambiati per normali cedimenti dell’invecchiamento.
Dalla camminata alla narrazione, il potere dell’indagine collettiva
L’elemento più originale del progetto, però, risiede forse nella cornice stessa della storia: il gruppo di Nordic Walking non è solo uno sfondo, ma diventa il laboratorio dove la riabilitazione si mescola alla resilienza. E se la letteratura scientifica internazionale ha ormai validato l’effetto positivo di camminate a intensità moderata sull’equilibrio e la qualità della vita, il racconto noir aggiunge una dimensione emotiva che la statistica non può catturare. Perché indagare su Mr. Parkinson significa, in fondo, riappropriarsi di un’indagine che spetta in primis a chi quella presenza la subisce sulla propria pelle; significa trasformare la lentezza in metodo e la rigidità in determinazione, senza mai dimenticare che il colpevole, questa volta, non verrà mai davvero arrestato. Si può solo imparare a riconoscerne le mosse, magari tenendolo d’occhio mentre si cammina a passo svelto per un viale di città, o mentre si sfoglia un libro che sa di giallo ma racconta una verità drammatica.




