Lagarde pronta a lasciare la Bce per guidare il World Economic Forum, la presidente avrebbe dato la sua disponibilità
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Redazione Economia
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La presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, potrebbe presto lasciare Francoforte per assumere la guida del World Economic Forum, l'organizzazione che ogni anno riunisce a Davos le élite economiche e politiche globali. Secondo quanto rivelato dal quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung (NZZ), Lagarde sarebbe stata indicata come "possibile candidata" alla presidenza del Wef durante una riunione del consiglio di amministrazione tenutasi nei pressi di Ginevra, e avrebbe già espresso la propria disponibilità a ricoprire l'incarico.
La riunione di Cologny e la disponibilità di Lagarde
L'indiscrezione, destinata a far discutere gli ambienti finanziari europei e internazionali, arriva da Cologny, cittadina svizzera affacciata sul lago Lemano dove il board del Wef si è riunito per discutere la successione al vertice dell'organizzazione. Secondo fonti citate dal giornale elvetico, la stessa Lagarde, che siede nel Board of Trustees del Wef da oltre diciotto anni, avrebbe ringraziato i membri del consiglio per la fiducia accordatale dichiarandosi "ready to serve", pronta cioè a mettersi al servizio dell'istituzione.
La sua candidatura, presentata come quella di una "putative candidate" ovvero una candidata potenziale, non rappresenta tuttavia una nomina già definita e dovrà ora superare il vaglio di un gruppo ristretto di membri del board, incaricato di verificare l'eventuale presenza di resistenze interne.
La successione a Davos e il ruolo di Fink e Hoffmann
La partita per la successione si inserisce in un passaggio già programmato per il Wef, che negli ultimi anni ha visto l'uscita di scena del fondatore Klaus Schwab. Attualmente, l'organizzazione è guidata da una copresidenza affidata a Larry Fink, amministratore delegato di BlackRock, e ad André Hoffmann, vicepresidente di Roche.
Secondo quanto riportato dalla NZZ, il consiglio avrebbe trovato un accordo sul fatto che i due dovrebbero presiedere il consueto meeting annuale di Davos previsto per gennaio 2027, per poi lasciare gli incarichi nel corso dello stesso anno, momento in cui Lagarde potrebbe subentrare. La discussione sulla successione sarebbe stata guidata da Tharman Shanmugaratnam, presidente di Singapore, il quale avrebbe sottolineato che la questione dovrebbe essere risolta internamente, data la disponibilità di candidati adatti all'interno del board.
Il nodo dei tempi e il mandato alla Bce
La prospettiva di un passaggio di consegne a Davos si intreccia inevitabilmente con i tempi del mandato di Lagarde alla Bce. La presidente francese, in carica dal novembre 2019, dovrebbe concludere il suo mandato di otto anni alla fine di ottobre 2027, una scadenza che coinciderebbe con la finestra temporale indicata per l'eventuale insediamento al Wef. Una sua nomina alla presidenza dell'organizzazione con sede a Ginevra potrebbe quindi non richiedere necessariamente un addio anticipato a Francoforte, anche se le tempistiche precise non sono ancora state fissate.
Negli ultimi mesi, le speculazioni sul futuro di Lagarde si erano moltiplicate, alimentate anche da sue dichiarazioni su un possibile coinvolgimento nella campagna per le elezioni presidenziali francesi del prossimo aprile, ipotesi che lei stessa ha tuttavia escluso.
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