Il Var non vede un rigore per mano di Malinovskyi e Gasperini si scaglia contro la sala VAR: "Se non ne sono certi, cambino mestiere"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La trasferta ligure della Roma si trasforma in un pomeriggio di amarezza e recriminazioni, con Gian Piero Gaserini costretto a digerire la prima sconfitta del suo ciclo sulla panchina giallorossa per mano del Genoa, la squadra allenata da un altro ex come Daniele De Rossi. Il 2-1 finale del Ferraris, maturato nel corso della ventottesima giornata di campionato, lascia l’amaro in bocca al tecnico piemontese non tanto per la prestazione dei suoi, giudicata positiva sotto il profilo dell’applicazione e della solidità, quanto per un episodio arbitrale che, a suo giudizio, ha pesato in maniera determinante sull’economia del match. La sfida, giocata su ritmi altissimi e caratterizzata da un gioco fisico e da continui lanci lunghi, come ammesso dallo stesso Gasperini, sembrava indirizzata verso un pareggio che avrebbe rispecchiato l’equilibrio sostanziale del campo; e invece, a pochi minuti dal termine, la squadra di casa è riuscita a trovare la rete della vittoria, ma sono i minuti precedenti a far discutere.

Il brivido freddo del braccio di Malinovskyi e la mancata attivazione del protocollo

L’episodio incriminato porta la firma, involontaria, del centrocampista ucraino del Genoa, Malinovskyi, e risale alla fase centrale della ripresa quando il punteggio era ancora inchiodato sull’1. Sugli sviluppi di un’azione offensiva romanista, Manu Koné calciava con violenza verso la porta, trovando l’opposizione del del giocatore rossoblù. L’impatto, inizialmente sul petto o sulla coscia, vedeva poi il pallone terminare la sua corsa sul braccio destro di Malinovskyi, che all’atto della conclusione appariva piuttosto largo e lontano dal corpo. Le immagini televisive, come sottolineato a caldo da più angolazioni, mostravano un contatto che per molti osservatori aveva i connotati del fallo da rigore, ma né l’arbitro Colombo né i colleghi al Var hanno ritenuto di dover intervenire per richiamare il direttore di gara alla revisione sul monitor. Un silenzio che ha scatenato l’ira del tecnico della Roma.

Gasperini, intervenuto prima a Dazn e poi in conferenza stampa, ha usato parole di una durezza inusuale nei confronti di chi gestisce la tecnologia in cabina di regia. Il concetto espresso è stato lineare e senza appello: se chi è preposto alla revisione delle immagini non ha la capacità di leggere un episodio del genere, significa che sta svolgendo un lavoro per il quale non è tagliato. "Si capisce molto bene, si capisce benissimo", ha esordito l’allenatore, spiegando come il tocco di mano fosse evidente e come, al di là delle interpretazioni soggettive che ci possono sempre essere su un fallo, in questo caso la realtà oggettiva delle immagini non lasciasse spazio a dubbi. La frase che più di tutte sintetizza il disappunto è stata un invito, tanto diretto quanto provocatorio, a cambiare professione qualora non si fosse stati in grado di cogliere l’entità dell’errore.

La gestione dell’episodio e l’analisi di una partita maschia e bloccata

Al netto della polemica, l’analisi del match offerta da Gasperini ha fotografato una partita complessa, giocata su un'altissima intensità agonistica e con pochi spazi per le giocate in velocità. La Roma, secondo la lettura del suo allenatore, si era calata alla perfezione in quel tipo di gara, rispondendo colpo su colpo all’aggressività del Genoa senza quasi mai correre pericoli seri, almeno fino ai minuti di recupero. Svilar, tra i pali, non era stato praticamente impegnato per tutti i novanta minuti, a testimonianza di una solidità difensiva che aveva retto l’urto. Eppure, la sensazione di poter portare a casa la partita c’era, eccome, dopo il pareggio firmato da Ndicka, ma la sfortuna negli episodi da area di rigore, come detto, ha girato le spalle ai giallorossi.

Proprio sull’episodio del possibile rigore, l’allenatore ha voluto puntualizzare la differenza tra un errore arbitrale “marginale” come un fallo laterale invertito — che pure aveva portato all’azione del secondo gol del Genoa — e un errore ben più grave come la mancata concessione di un penalty in un momento cruciale della gara. Il fallo laterale si può sbagliare, è parso il ragionamento di fondo, ma su un tocco di mano così evidente in area di rigore, con la moviola a disposizione, l’errore diventa inaccettabile. Una linea di pensiero che sposta l’attenzione dalla mera sfortuna a una vera e propria responsabilità professionale di chi è addetto alla supervisione tecnologica, concludendo che se si ritiene quel tocco non punibile, allora si ha una percezione del regolamento differente, ma la realtà fattuale delle immagini, per Gasperini, è una e una sola.

Lo spirito del gruppo e la ripartenza in vista degli impegni ravvicinati

Nonostante la sconfitta pesi in classifica e interrompa una striscia positiva, l’allenatore ha voluto sottolineare con forza l’atteggiamento del gruppo, definito "strepitoso" e "grandioso". Una squadra, la sua, che nonostante le difficoltà e gli infortuni che hanno falcidiato l’organico in queste settimane, ha dimostrato di poter competere su ogni campo con la giusta determinazione. Il riferimento ai "giovanotti" in rosa, capaci di lottare fino all’ultimo secondo senza mai disunirsi, è servito a lanciare un messaggio ben preciso: non ci si aggrappa alle scuse, ma si riparte da quanto di buono è stato costruito. E il calendario, d’altronde, non offre tregua.

La testa, adesso, deve andare subito al doppio impegno europeo contro il Bologna e alla successiva sfida di campionato contro il Como, due match che diranno molto sulle reali ambizioni della Roma in questa fase cruciale della stagione. Gasperini ha chiuso il suo intervento con un pensiero proprio a questo tour de force, invitando a guardare avanti con la consapevolezza che, a dispetto del risultato di Marassi, lo spirito della squadra è integro e la voglia di lottare su tutti i fronti è ancora intatta. E chissà che in Europa, dove il margine di errore è ancora più sottile, la dea bendata non possa finalmente guardare dalla parte dei giallorossi.

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