Strade, tre morti in cinque giorni vicino ai cantieri: la Regione richiama Anas
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Redazione Interno
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Tre vittime in cinque giorni sulle strade umbre, tutte a ridosso di cantieri allestiti lungo arterie di competenza Anas. È il quadro che ha spinto la Regione Umbria a rivolgere un richiamo formale all'ente gestore delle infrastrutture statali, chiedendo maggiore attenzione alla prevenzione e alla gestione della sicurezza nei tratti interessati da lavori e restringimenti di carreggiata.
Il richiamo di Palazzo Donini
La presa di posizione regionale arriva dopo la morte dei due giovani marchigiani coinvolti nello schianto sul raccordo Perugia-Bettolle, avvenuto lunedì mattina nei pressi dello svincolo di Passignano Ovest, e dopo il decesso del 54enne di Torgiano avvenuto la settimana precedente lungo la statale del Pantano.
Nel comunicato diffuso da Palazzo Donini si sottolinea come, nonostante le ripetute richieste di ridurre l'impatto dei cantieri, la situazione sulle principali arterie umbre risulti peggiorata anche per l'aumento del traffico pesante, in particolare lungo la E45, per il quale la Regione riferisce di avere già sollecitato limitazioni ad Anas.
L'amministrazione regionale ha inoltre ricordato la recente ricostituzione della Consulta Regionale sulla Sicurezza Stradale, disposta con delibera del 9 settembre 2026, organismo che riunisce enti locali, gestori delle infrastrutture, forze di polizia, università e associazioni delle vittime della strada.
L'inchiesta sul frontale di Passignano
Sul tragico schianto che è costato la vita a Gaia Stronati, 20 anni, e Stefano Marrese, 21 anni, la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo con l'iscrizione nel registro degli indagati del conducente del mezzo pesante coinvolto, un autista non umbro. Un atto dovuto, finalizzato a ricostruire l'esatta dinamica del frontale avvenuto in un tratto dove, per la presenza di un cantiere, il traffico scorreva a doppio senso su un'unica carreggiata.
Nella serata di lunedì il medico legale Sergio Scalise ha effettuato un primo esame esterno sui corpi delle vittime su mandato della magistratura, che dovrà ora stabilire se disporre ulteriori accertamenti prima del nullaosta per la restituzione delle salme alle famiglie. I due giovani, colleghi presso una società attiva nel settore dell'energia, stavano viaggiando verso la Toscana per un corso di formazione quando l'utilitaria su cui viaggiavano si è scontrata frontalmente con il camion.
Entrambi sono deceduti nel reparto di Terapia intensiva dell'ospedale di Perugia, dove erano giunti in condizioni disperate.
Il precedente del Pantano
Pochi giorni prima, il 6 ottobre, lungo la statale 728 del Pantano, nei pressi di Antognolla, aveva perso la vita Luca Gestroemi, 54 anni, di Torgiano, alla guida di un carro attrezzi che si è scontrato frontalmente con un mezzo pesante in prossimità di uno dei semafori installati per regolare la circolazione in corrispondenza di un cantiere. Anche in quel caso la Procura di Perugia ha aperto un fascicolo per omicidio stradale e lesioni, con l'obiettivo di chiarire se l'invasione di corsia da parte del carro attrezzi sia stata causata da un malore o da altre circostanze.
Il conducente del camion, un 37enne residente ad Assisi, era rimasto ferito ed era stato trasportato in codice rosso all'ospedale di Perugia con l'elisoccorso, senza però riportare lesioni in pericolo di vita.
Il bilancio delle vittime
I tre decessi hanno aggiornato un bilancio già definito drammatico dalla stessa Regione. Nei primi nove mesi e mezzo del 2026 le vittime sulle strade umbre sono state 42, un dato che supera ampiamente le 25 registrate fino a metà ottobre dello scorso anno e le 36 dell'intero 2025.
La sequenza di incidenti mortali ha riportato al centro dell'attenzione istituzionale la questione della sicurezza nei tratti stradali interessati da cantieri e restringimenti di carreggiata, con la Regione che ha chiesto ad Anas interventi più incisivi nella prevenzione e nella manutenzione delle infrastrutture di competenza statale. Palazzo Donini ha inoltre annunciato l'intenzione di incrementare le risorse per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e di vigilare sul rispetto degli standard di sicurezza da parte dei gestori.
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