Ferrari Luce, asta da record: primo esemplare venduto per 40 milioni di dollari
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Redazione Economia
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La prima Ferrari Luce, l'elettrica di Maranello che aveva diviso l'opinione pubblica tra attesa e scetticismo, è entrata di diritto nella storia delle aste automobilistiche. L'esemplare identificato come "Chassis 0", il primo telaio di produzione destinato a un collezionista, è stato battuto da RM Sotheby's per la cifra record di 40 milioni di dollari, l'equivalente di circa 34.580.000 euro, nel corso della Monterey Car Week in California.
Un risultato che ha superato ogni più rosea previsione, considerando che le stime iniziali della casa d'aste si aggiravano attorno a 1,1 milioni di dollari, e che ha polverizzato il precedente primato di 26 milioni di dollari stabilito un anno prima da una Ferrari Daytona SP3 Tailor Made.
L'asta e il contesto della Monterey Car Week
La vendita si è svolta sabato 15 agosto 2026, nell'esclusivo contesto della Monterey Car Week, uno degli appuntamenti più prestigiosi per gli appassionati e i collezionisti di auto d'epoca e di alta gamma. La competizione tra gli offerenti è stata serrata fin dai primi istanti, con rilanci che hanno rapidamente assunto un andamento milionario. Come riportato dagli osservatori presenti, si è passati da cinque a dieci milioni in un colpo solo, poi a quindici, venti, trenta, fino al colpo di teatro finale che ha portato l'offerta a 36 e poi a 40 milioni di dollari.
La cifra finale è stata resa ancora più eclatante dal fatto che RM Sotheby's ha rinunciato alla commissione per l'acquirente, consentendo all'intero importo di essere devoluto in beneficenza.
La vettura: "Chassis 0" e la personalizzazione Tailor Made
L'oggetto di questa asta da record non è una semplice Ferrari Luce, ma un esemplare unico nel suo genere. La "Chassis 0" rappresenta il primo telaio di produzione dell'intero programma Luce, un'auto che segna una svolta epocale per il Cavallino Rampante, essendo il primo modello completamente elettrico della sua storia. Realizzata in collaborazione tra il programma di personalizzazione Tailor Made e il Ferrari Design Studio, la vettura si presenta con una livrea Madreperla Semi-Gloss, una tinta esclusiva dai riflessi iridescenti che virano dal verde al viola a seconda dell'incidenza della luce.
Gli interni, altrettanto curati, sono rivestiti in pelle metallizzata Perla Le Mans, con dettagli inediti come il logo Ferrari su sfondo bianco ottico e pinze freno specifiche. Ogni elemento, come suggerisce il nome Luce, è stato concepito per esaltare il tema della luminosità e della trasparenza, rendendo l'abitacolo e la carrozzeria un manifesto dell'innovazione artigianale e tecnologica del marchio.
Destinazione dei fondi: i progetti educativi della Ferrari Foundation
Se il nuovo proprietario potrà vantare il possesso del primo esemplare di una nuova era per la Ferrari, il vero beneficiario di questa storica transazione sarà la Ferrari Foundation. L'intero ricavato di 40 milioni di dollari sarà interamente devoluto a questa organizzazione benefica, andando a potenziare un impegno di lunga data del Cavallino Rampante nel campo dell'istruzione. I fondi saranno destinati a sostenere programmi educativi globali, con un focus particolare su iniziative negli Stati Uniti e nel resto del mondo.
Tra i progetti finanziati figurano l'M-TECH Alfredo Ferrari, un polo formativo all'avanguardia che sorgerà a Maranello nel 2029 con l'obiettivo di formare i talenti del futuro nel settore automotive, e collaborazioni con enti come Save the Children per la ricostruzione di scuole in California dopo i devastanti incendi del 2025, oltre a programmi di alfabetizzazione e matematica in aree svantaggiate del Texas e della Florida, in partnership con la Second Round Foundation e i Boys and Girls Clubs.
Il significato del record per la prima elettrica di Maranello
La cifra astronomica raggiunta dalla Ferrari Luce "Chassis 0" assume un significato che va ben oltre il mero valore economico. L'elettrica di Maranello, fin dal suo annuncio, era stata accolta con un misto di curiosità e scetticismo da una parte del pubblico più tradizionalista, che faticava a immaginare un Cavallino senza il rombo dei suoi celebri V12.
L'asta di Monterey ha però sanzionato in modo inequivocabile il valore storico e collezionistico di questa vettura, trasformando quella che per alcuni era considerata una scommessa azzardata in un oggetto da record assoluto, capace di attrarre l'interesse dei più facoltosi collezionisti internazionali. L'esemplare, dopo questa performance, farà ritorno a Maranello per le ultime rifiniture, prima di essere consegnato al suo nuovo proprietario, come da programma, nei primi mesi del 2027.
Un finale che conferma come, talvolta, il valore di un'auto non si misuri solo dalle sue prestazioni su strada, ma anche e soprattutto dalla sua capacità di scrivere un capitolo indelebile nella storia dell'automobilismo.
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