Monopattini elettrici, dal 16 maggio scatta l’obbligo di targa e assicurazione: il Mit prova a chiarire i dubbi
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Redazione Interno
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Nonostante qualche intoppo iniziale nella gestione delle prenotazioni, un disguido che qualcuno ha subito strumentalizzato per gettare ombre sulla riforma, il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli: a partire dal 16 maggio, per circolare a bordo di un monopattino a propulsione prevalentemente elettrica sarà obbligatorio aver richiesto il contrassegno identificativo (il cosiddetto “targhino”) e aver stipulato una polizza di responsabilità civile. Si tratta, a tutti gli effetti, di un cambio di passo epocale per la cosiddetta micromobilità urbana, un tentativo – questo sì – di mettere un freno all’anarchia che ha caratterizzato la diffusione di questi mezzi negli ultimi anni. A fare chiarezza, cercando di placare l’ansia degli utenti in ritardo con le pratiche, è arrivato un comunicato ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha provveduto a pubblicare una serie di risposte alle domande più frequenti (FAQ) direttamente collegate al decreto attuativo del 6 marzo scorso.
Il “targhino” personale e i costi vivi della messa in regola
La nuova normativa, già prevista dal codice della strada entrato in vigore a dicembre 2024 ma diventata operativa solo con la pubblicazione del decreto di marzo, introduce una vera e propria imposta di circolazione per questi veicoli leggeri. Il contrassegno, a differenza di quanto avviene per auto e moto, non sarà legato al telaio del mezzo bensì alla persona fisica del proprietario, al quale viene associato tramite il codice fiscale. Si tratta di un adesivo plastificato, non amovibile, che dovrà essere applicato sul parafango posteriore o sul piantone dello sterzo. Per ottenerlo, i cittadini (o i minori a partire dai 14 anni, assistiti da un genitore) devono accedere al Portale dell’Automobilista tramite Spid o Cie. Qui si apre il capitolo economico, che rappresenta il primo vero scoglio psicologico per molti utilizzatori. Se il costo del solo contrassegno è fissato in 8,66 euro (cifra che include produzione, Iva e una maggiorazione per la sicurezza stradale), a questa spesa base vanno sommati i diritti di segreteria della Motorizzazione (circa 10,20 euro), il bollo (16 euro) e le eventuali commissioni se ci si rivolge a un consulente automobilistico, portando il totale per il solo “pezzo di carta” a sfiorare i 38 euro.
La sfida della responsabilità civile tra costi e clausole
Ma è sul fronte dell’assicurazione che la questione si fa davvero complessa, forse anche più dell’aspetto burocratico. Il Mit ha chiarito che il monopattino entrerà a pieno titolo nella disciplina della Rc auto: questo significa l’applicazione del risarcimento diretto e il rispetto dei massimali minimi di legge, fissati in 6,45 milioni per i danni alle persone e 1,3 milioni per le cose. Tuttavia, applicare un apparato normativo pensato per veicoli a motore pesanti a un dispositivo che costa spesso meno di una polizza annuale crea un evidente cortocircuito logico. La preoccupazione, espressa anche da alcuni esperti del settore, è che i premi possano rivelarsi sproporzionati rispetto al valore del bene assicurato, quantomeno nella fase di rodaggio del sistema, quando le compagnie non hanno ancora serie storiche affidabili sulla sinistrosità specifica di questi mezzi.
Un altro elemento di criticità, emerso proprio grazie alle FAQ ufficiali, riguarda la validità delle coperture. Il Ministero ha dovuto mettere in guardia gli utenti da un errore piuttosto comune: la convinzione che la polizza di responsabilità civile della famiglia (quella che copre i danni involontari nella vita privata) possa bastare. Non è così. L’assicurazione per il monopattino deve essere specifica, intestata al possessore del contrassegno, e deve risultare collegata a quel codice nella banca dati dell’Ania. Attenzione anche alle clausole di rivalsa: se il mezzo viene prestato a un amico o utilizzato da un familiare non espressamente indicato in polizza, e questi provoca un incidente grave (ad esempio in stato di ebbrezza o senza casco, ora obbligatorio per tutti), la compagnia potrebbe rivalersi sull’assicurato, chiedendogli il rimborso delle somme liquidate ai terzi danneggiati.
La corsa contro il tempo e le sanzioni in arrivo
Con l’avvicinarsi della scadenza del 16 maggio, la pressione sugli uffici della motorizzazione è palpabile. Nonostante il Mit rassicuri sul fatto che il sistema ha già prodotto e distribuito oltre 200mila contrassegni alle varie motorizzazioni territoriali, le segnalazioni di lunghe attese per ottenere l’appuntamento fisico per il ritiro del contrassegno sono all’ordine del giorno. In questo scenario di incertezza operativa, la posta in gioco per i trasgressori è piuttosto alta. Circolare con un monopattino sprovvisto del “targhino” esporrà il conducente a una sanzione amministrativa che va da 100 a 400 euro. Più pesante, come prevedibile, la multa per chi viene sorpreso senza la copertura assicurativa: in questo caso, oltre alla sanzione pecuniaria che oscilla tra gli 866 e i 3.464 euro, si procederà al sequestro amministrativo del mezzo, che verrà restituito solo dopo la dimostrata stipula della polizza. Una stretta, insomma, che il legislatore ha voluto decisa, forse anche per arginare il fenomeno dei sinistri che, nelle statistiche degli ultimi anni, ha coinvolto pedoni e ciclisti lasciando spesso i responsabili nell’anonimato più totale.




