Ecco come Sinner ha superato Paul tra difficoltà e cori laziali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   C’è un detto nel tennis che recita: i guai iniziano quando vinci il primo set 6-0. Jannik Sinner, fresco del doppio 6-0 6-1 rifilato a Casper Ruud nei quarti degli Internazionali di Roma, si presentava alla semifinale contro Tommy Paul con l’aria di chi deve solo confermare un copione già scritto. E invece, quella che doveva essere una formalità si è trasformata in una prova inaspettatamente complicata, tra condizioni avverse, un avversario tenace e un pubblico che, per una volta, ha faticato a scaldarsi.

Il primo set, chiuso 6-1 da Sinner, non ingannava: il numero uno al mondo non era quello dominante visto fino a quel momento. La serata romana, più fredda del solito, rendeva le palle pesanti, meno reattive, e Jannik lo ha fatto notare più volte alla sua panchina, che però esigeva una reazione. Paul, dal canto suo, ha approfittato di un Sinner meno esplosivo, regalando colpi di qualità e costringendo l’azzurro a scavare in profondità.

Nonostante l’apparente controllo del punteggio, il Foro Italico è rimasto stranamente silenzioso per gran parte dell’incontro, come se l’ombra di un possibile sorpasso aleggiasse sulle tribune. I cori laziali, spesso protagonisti nel torneo romano, hanno fatto capolino senza però riuscire a smuovere l’atmosfera. Sinner, dal canto suo, ha gestito la situazione con la freddezza che lo contraddistingue, trovando al momento giusto quei colpi che hanno spento le velleità dell’americano.

La vittoria ha sancito l’accesso alla finale contro Carlos Alcaraz, ma ha anche dimostrato che persino un campione come Sinner può avere giornate meno luminose. "Ho cercato di rimanere concentrato nonostante le condizioni diverse – ha spiegato al microfono di Sky Sport –. La palla era pesante, ho faticato, ma alla fine sono contento di aver trovato le soluzioni giuste".

Intanto, mentre Sinner consolida il suo status di miglior tennista italiano di sempre – superando ormai, nell’immaginario collettivo, anche i miti come Pietrangeli e Panatta –, un altro azzurro si fa strada: Lorenzo Musetti, numero 8 del ranking Atp, che con il suo tennis elegante sta conquistando un posto nel cuore degli appassionati. Un dualismo, quello tra Sinner e Musetti, che potrebbe arricchire il futuro dello sport italiano, senza però scalfire, per ora, la supremazia del primo.

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