Mbappé sanguina, l’arbitro non vede: il Real Madrid si ferma sull’1-1 e la Liga diventa un miraggio
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Redazione Sport
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Il Santiago Bernabeu, che per tutta la sera aveva accolto con un misto di nostalgia e indifferenza l’iniziativa della “Giornata Retro” (un tributo al passato al quale il club presieduto da Florentino Perez ha scelto di non aderire), si è trasformato in una poltrona di fuoco al fischio finale. Nel match valido per la trentunesima giornata, il Real Madrid non è riuscito ad andare oltre il pareggio per 1-1 contro il Girona, un risultato che, di fatto, consegna alla squadra di Flick un match point clamoroso in ottica titolo. A gettare benzine sul fuoco di una serata già nervosa – la terza consecutiva senza vittorie tra campionato e coppe – ci ha pensato un episodio arbitrale destinato a far discutere a lungo: il mancato rigore su Kylian Mbappé, uscito dall’area di rigore con il volto coperto di sangue.
Un gomito, una ferita e il silenzio del Var
Il match sembrava avviato verso un equilibrio perfetto, rotto solo dalle folate di Federico Valverde (autore del vantaggio al 51’) e dal pareggio di Lemar undici minuti più tardi. Ma è nel momento clou del finale, precisamente all’88’, che si consuma il verdetto più discusso. Kylian Mbappé, cercando di farsi strada nella densa difesa del Girona, si trova faccia a faccia con Vitor Reis. Il difensore, in un tentativo di chiusura, non si limita a incrociare le gambe per ostacolare la corsa del francese, ma allarga il braccio impattando violentemente il gomito sul volto dell’attaccante.
L’impatto è talmente duro da provocare una profonda lacerazione al sopracciglio di Mbappé, costretto a restare al tappeto mentre il sangue gli cola sul volto. Eppure, l’arbitro Alberola Rojas, in una scelta che ha lasciato interdetti gli spalti, lascia proseguire. La sala Var, nonostante la richiesta implicita di una revisione per un episodio così cruento e visibile, decide di non richiamare il direttore di gara al monitor. Una decisione, quella di non concedere il calcio di rigore, che per i Blancos rappresenta l’ennesimo capitolo di una stagione segnata da frizioni con il collegio arbitrale.
La furia di Arbeloa e il senso di impotenza
Nel dopopartita, la frustrazione trattenuta a stento dalla panchina esplode in conferenza stampa. Alvaro Arbeloa, tecnico della casa, non usa mezzi termini per descrivere l’accaduto, ricorrendo a un’iperbole che rende bene l’idea della chiarezza del contatto per lui e per il suo staff. “È rigore qui come sulla luna”, ha dichiarato, sottolineando come l’evidenza del fallo – un gomito largo in area che colpisce l’avversario causando una ferita – fosse tale da non lasciare spazio a interpretazioni. L’ex difensore, visibilmente amareggiato, ha spostato poi l’attenzione sul protocollo Var, chiedendosi a gran voce quali siano i reali criteri di intervento della tecnologia quando si trovano di fronte a episodi di questa gravità: una critica che, senza addentrarsi in teorie cospirative, riflette un malessere tangibile nell’ambiente.
Per il Real Madrid le conseguenze di questo pareggio sono pesanti sul piano aritmetico. Con il Barcellona atteso dal derby contro l’Espanyol, il distacco in classifica rischia di diventare abissale. I fischi che hanno accompagnato i giocatori verso gli spogliatoi raccontano di una piazza che non digerisce la crisi di risultati, ma che soprattutto non tollera la sensazione di essere stata penalizzata da un verdetto che sembrava scritto. In una Liga dove le polemiche arbitrali si susseguono a ritmo serrato – basti pensare al recente episodio in Barcellona-Atletico Madrid – il caso Mbappé si inserisce come un ennesimo tassello in un mosaico fatto di proteste e ricorsi, dove la tecnologia fatica a trovare una linea di condotta chiara e costante.




