La Zes unica sfonda il muro delle mille autorizzazioni e allarga il perimetro a Marche e Umbria
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Redazione Interno
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La Cabina di regia presieduta dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, riunitasi nella Biblioteca Chigiana di Palazzo Chigi, ha ufficializzato questa mattina due ordini di fatti distinti ma strettamente intrecciati: il consolidamento dei risultati quantitativi della Zona economica speciale per il Mezzogiorno e l’aggiornamento del Piano strategico conseguente all’inclusione di Marche e Umbria, finora rimaste – uniche tra le regioni cosiddette “in transizione” – escluse dal perimetro della misura -1-7. L’incontro, al quale hanno preso parte i rappresentanti delle otto regioni coinvolte e i vertici della Struttura di missione, ha certificato come lo strumento, ereditato concettualmente dalle otto Zes regionali attive nel biennio 2022-2023, abbia subito una mutazione tale da modificare radicalmente l’approccio stesso alla semplificazione amministrativa.
L’annuncio che ha aperto i lavori riguarda il superamento netto della soglia delle mille autorizzazioni uniche rilasciate nell’arco degli ultimi ventiquattro mesi: un traguardo, quello delle 1.010 pratiche perfezionate alla fine del 2025, che nei primi quaranta giorni del 2026 è già stato aggiornato al rialzo grazie a ulteriori 89 autorizzazioni concesse, portando il consolidato a 1.099 -2. È la dinamica, più del dato assoluto, a richiamare l’attenzione degli uffici tecnici: il flusso di questo primo scorcio d’anno si rivela infatti più intenso di quello registrato nello stesso periodo del 2025, a dimostrazione di una curva di apprendimento ormai completata e di una fiducia da parte del tessuto imprenditoriale che non accenna a invertire la rotta -2.
A sostenere questo volume di pratiche, ha spiegato il sottosegretario Sbarra nel corso della relazione introduttiva, concorrono due fattori strutturali. Il primo, di natura procedurale, risiede nell’autorizzazione unica – il cui iter si conclude, stando ai monitoraggi interni della Struttura di missione guidata dall’avvocato Giosy Romano, in tempi mediamente inferiori ai sessanta giorni – la quale sostituisce fino a trentasette titoli abilitativi precedentemente necessari per insediamenti produttivi e investimenti in macchinari -6. Il secondo, di natura finanziaria, si sostanzia nella robusta dotazione del credito d’imposta: sulle scrivanie dell’Agenzia delle Entrate sono transitate in due anni oltre 17.300 domande, sostenute da uno stanziamento pubblico di 6,1 miliardi di euro che ha mobilitato investimenti complessivi per 12,4 miliardi -1-10.
A questo impianto si aggiunge ora l’estensione geografica. L’ingresso formale di Marche e Umbria nel perimetro della Zes unica non rappresenta una mera dilatazione cartografica, ma impone una revisione sostanziale del Piano strategico, affinché i codici Ateco delle filiere produttive centrali – dall’agroalimentare alla cantieristica, passando per l’Ict e il turismo – possano allinearsi alle agevolazioni finora riservate alle regioni meridionali -2-3. Il sottosegretario ha evidenziato come tale allargamento venga incontro alle sollecitazioni pervenute dagli stessi enti locali; la presidente dell’Umbria, Stefania Proietti, ha già annunciato l’istituzione di una cabina di regia regionale, mentre analoga iniziativa è attesa da parte della Regione Marche per gestire la domanda di accesso al credito d’imposta che, secondo le prime stime, si preannetta sostenuta -3.
I numeri dell’impatto occupazionale e la distribuzione settoriale degli incentivi
La relazione tecnica depositata presso la Cabina di regia ha disaggregato anche il dato occupazionale, quantificato in 17.899 unità di lavoro dirette create – cifra che sale a 51mila se si considera l’indotto – e ha fotografato la distribuzione territoriale e settoriale degli investimenti -3. La Campania guida la classifica con 4,647 miliardi di euro di investimenti totali e 2,4 miliardi di credito d’imposta richiesto, seguita da Sicilia e Puglia; sul fronte merceologico, il 25 per cento delle risorse è stato assorbito dalla filiera agroalimentare, mentre il comparto Ict e il Made in Italy di qualità si attestano entrambi al 15 per cento, tallonati dall’automotive al 14 per cento e dal turismo al 9 per cento -3-9.
Il nodo delle infrastrutture e il consolidamento finanziario triennale
Parallelamente al flusso delle autorizzazioni, prosegue il cronoprogramma delle opere infrastrutturali funzionali alle aree Zes, molte delle quali ereditate dalla programmazione delle vecchie Zes regionali e oggi finanziate con le risorse residue del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il sottosegretario alle Infrastrutture, Tullio Ferrante, intervenuto ai lavori, ha quantificato in 888 milioni di euro lo stanziamento complessivo già allocato dal dicastero per interventi di ultimo miglio, potenziamento portuale e digitalizzazione logistica; 385 milioni sono destinati ai soli scali campani di Napoli e Salerno, mentre rilevanti somme affluiscono ai nodi di Sicilia, Sardegna e all’asse adriatico -2. Sul versante finanziario ordinario, la legge di stabilità ha blindato per il triennio 2026-2028 una dotazione di 4 miliardi di euro, ripartiti in 2,3 miliardi per l’anno in corso, 1 miliardo per il 2027 e 750 milioni per il 2028, al fine di garantire continuità alla pianificazione degli investimenti -9.
La Zes come paradigma procedurale: il riferimento all’indirizzo della presidenza del Consiglio
A margine della riunione, Sbarra ha richiamato l’indirizzo espresso dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, la quale nel corso della conferenza stampa di inizio anno ha indicato nella Zes unica il modello al quale ispirare eventuali future misure di semplificazione amministrativa a carattere nazionale -9-10. Un passaggio, questo, che il sottosegretario ha voluto annotare agli atti della Cabina di regia: il meccanismo dell’autorizzazione unica, fondato sulla conferenza di servizi semplificata e sul silenzio-assenso strutturato, costituirebbe – secondo quanto riportato – un prototipo esportabile al di là della geografia del Mezzogiorno e delle due nuove regioni ammesse, almeno per quanto concerne la riduzione dei carichi burocratici gravanti sugli operatori economici -2-3.




