Vicofaro, sgomberati i migranti dalla parrocchia: polemiche e silenzi dopo l’intervento della polizia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’operazione che ha portato allo sgombero dei migranti ospitati nella parrocchia di Vicofaro da don Massimo Biancalani ha lasciato dietro di sé un’onda di polemiche, accuse e interrogativi. Il parroco, da sempre impegnato nell’accoglienza, ha scelto il silenzio stampa, mentre un volontario, Matteucci, ha parlato di un “accordo tra potere politico e religioso” in un’intervista a ilfattoquotidiano.it. Il sindaco, dal canto suo, ha difeso l’intervento definendolo “una svolta”, senza nascondere le criticità legate alla carenza di organico.

La polizia, schierata in forze intorno alla chiesa, ha agito – secondo il Siulp, il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia – con “altissimo senso del dovere e professionalità impeccabile”. In una nota, Gianluca Solimene ha sottolineato come, “in una situazione particolarmente delicata”, gli agenti abbiano evitato che le tensioni degenerassero, mantenendo “una risposta discreta ma ferma”.

A complicare il quadro c’è la testimonianza di un pescatore di Livorno che, mesi fa, aveva donato una barca simbolica davanti alla chiesa, sperando in un dialogo costruttivo. Oggi, guardando alle immagini delle camionette e degli agenti in assetto antisommossa, parla di “occasione sprecata”. Quello che doveva essere un momento di transizione ordinata si è trasformato in uno sgombero forzato, con i migranti trasferiti a Capostrada, a pochi chilometri di distanza, in una struttura attrezzata con letti, armadi e servizi.

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