La nuova Hyundai Tucson si mostra senza teli: ecco cosa rivelano le foto spia dal Nord Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il lungo e meticoloso lavoro di sviluppo della prossima generazione di Hyundai Tucson, quella che debutterà con ogni probabilità tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027, entra in una fase sempre più avanzata e, per gli appassionati del settore, sempre più interessante. Negli ultimi giorni, infatti, sono emerse nuove immagini spia provenienti dal Nord Europa, dove alcuni prototipi del SUV coreano sono stati sorpresi mentre erano impegnati in sessioni di test su strade ghiacciate e coperte di neve. La particolarità di questi ultimi avvistamenti, che offrono uno sguardo decisamente più chiaro sul modello definitivo, risiede nel fatto che i veli pesanti e le coperture integrali hanno lasciato il posto a semplici pellicole adesive mimetiche; queste, aderendo perfettamente alla carrozzeria, non nascondono più le proporzioni e i tratti distintivi del design, ma si limitano a confondere i dettagli delle superfici e della componentistica, e permettono quindi di comprendere appieno l'evoluzione stilistica intrapresa dalla casa sudcoreana -5.

Un design che cambia marcia: linee tese e volumi squadrati

Le fotografie, che arrivano a poche settimane di distanza da altri avvistamenti in Germania e negli Stati Uniti, confermano in maniera inequivocabile l’abbandono delle forme fluide e complesse che hanno caratterizzato l’attuale generazione, lanciata nel 2020 e aggiornata solo un paio di anni fa -4-7. Il nuovo Tucson abbraccia invece un linguaggio stilistico più rigoroso e geometrico, che i vertici del design Hyundai hanno battezzato “Art of Steel” e che già abbiamo avuto modo di apprezzare – seppur in dimensioni maggiori – sulla nuova Santa Fe -1-4. Il profilo appare decisamente più “boxy”, per usare il termine inglese ormai di uso comune, con volumi netti e superfici tese che conferiscono al mezzo un aspetto più muscoloso e, in generale, una presenza stradale più imponente -5-8.

Osservando con attenzione i prototipi, si nota come il frontale si presenti con una calandra chiusa o comunque di disegno inedito, affiancata da gruppi ottici sdoppiati: le luci diurne a LED, posizionate in alto, avranno verosimilmente un andamento sottile e orizzontale, mentre i fari principali verranno collocati più in basso, in una soluzione che richiama quanto visto su altri modelli del gruppo e che contribuisce a rendere l’insieme più deciso e tecnologicamente avanzato -3-9. Il cofano motore, poi, sembra abbandonare le linee morbide per diventare una sorta di “muscolo” unico, una conchiglia metallica che avvolge la parte anteriore e che si innesta con precisione sui passaruota, i quali appaiono anch’essi più marcati e squadrati, sottolineando la vocazione anche leggermente off-road del veicolo -1-2.

La tecnologia ibrida come pilastro e l’addio al diesel

Proseguendo lungo la fiancata, un dettaglio che cattura l’attenzione è rappresentato dalle maniglie a filo carrozzeria, una soluzione finora riservata a modelli di fascia più alta o prettamente elettrici, che oltre a donare un aspetto più pulito e moderno alla vettura, contribuisce a migliorare il coefficiente aerodinamico, aspetto mai trascurabile quando si parla di consumi ed emissioni -5. Il tetto, invece, segue un andamento quasi orizzontale, una scelta progettuale che lascia presagire un incremento dell’abitabilità interna, specialmente per i passeggeri posteriori, e che non sacrifica la capacità di carico del bagagliaio, tradizionalmente uno dei punti di forza del modello -3. La coda, sebbene ancora ben camuffata, lascia intravedere gruppi ottici dal disegno verticale, una firma luminosa che potrebbe riprendere quella della concept car Crater, recentemente svelata, e che contribuirà a rendere il nuovo Tucson immediatamente riconoscibile anche di notte -9-10.

Parallelamente alle novità estetiche, le informazioni raccolte dagli osservatori del settore delineano con sempre maggior chiarezza anche il percorso tecnico e motoristico della nuova generazione. L’aspetto forse più rilevante, e che segna una discontinuità netta con il passato, è il progressivo abbandono delle motorizzazioni a gasolio: il nuovo Tucson, per il mercato europeo come per quello nordamericano, sarà proposto esclusivamente con varianti elettrificate, con un focus particolare sulle tecnologie full hybrid e plug-in hybrid -1-4-7. La versione ricaricabile dalla spina, in particolare, dovrebbe beneficiare di una batteria di maggiore capacità, tale da garantirle un’autonomia in modalità puramente elettrica che alcuni rumors ipotizzano possa attestarsi attorno ai 100 chilometri, un valore che la renderebbe estremamente competitiva nel segmento e la trasformerebbe in una scelta credibile per un utilizzo quotidiano a zero emissioni locali -1-3.

Parallelamente all’evoluzione dei powertrain, che vedrà il debutto di un nuovo sistema ibrido di seconda generazione (probabilmente denominato TMED-II) basato sull’ormai collaudato 1.6 turbo benzina, si farà un deciso passo avanti anche sul fronte della digitalizzazione dell’abitacolo -2. La nuova Tucson sarà infatti la vetrina per il debutto del nuovo sistema operativo proprietario Pleos, basato su piattaforma Android Automotive, che promette un’integrazione molto più profonda con i servizi Google, aggiornamenti software over-the-air continui e un ecosistema di applicazioni in grado di trasformare l’esperienza di bordo, con il supporto di un assistente vocale intelligente che sfrutta modelli di linguaggio naturale per interagire con conducente e passeggeri -1-4-5.

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