I primi segnali di navigazione satellitare che uniscono la Terra e la Luna

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   La Luna è diventata più “vicina”, non in senso strettamente fisico ma attraverso un ponte di dati e segnali che, per la prima volta, hanno dimostrato la fattibilità di un sistema di navigazione satellitare oltre l’orbita terrestre. I primi dati pubblici, raccolti dall’esperimento Lunar GNSS Receiver Experiment (LuGRE), sono stati infatti resi accessibili alla ricerca internazionale, confermando che i segnali trasmessi dalle costellazioni GPS e Galileo possono essere efficacemente captati e utilizzati sulla superficie lunare. Questo traguardo, annunciato congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalla NASA, segna un punto di svolta epocale, gettando le basi per future esplorazioni che richiederanno una precisione finora impensabile lontano dalla Terra.

Un ricevitore italiano sul lander Blue Ghost

Il cuore tecnologico della missione, il ricevitore GNSS sviluppato dall’azienda veneta Qascom, ha viaggiato verso il nostro satellite naturale a bordo del lander americano Blue Ghost, costruito da Firefly Aerospace, atterrando con successo nel marzo del 2025. La missione LuGRE, che rappresenta una delle iniziative del programma Commercial Lunar Payload Services (CLPS) della NASA, si è dunque concretizzata dopo un lancio avvenuto all’inizio dello stesso anno. L’apparato, progettato per resistere alle condizioni estreme dello spazio profondo, ha iniziato a raccogliere informazioni preziose, che sono state trasmesse verso la Terra per essere analizzate.

Il lavoro di analisi al Politecnico di Torino

Gran parte del merito nell’elaborazione di questi dati, che oggi costituiscono un archivio unico al mondo, va attribuito al gruppo di ricerca del dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni del Politecnico di Torino, guidato dal professor Dovis. I ricercatori torinesi, i quali hanno collaborato scientificamente al progetto, hanno dedicato molti mesi a processare i segnali grezzi, trasformandoli in una risorsa fruibile. Il loro lavoro minuzioso ha permesso di validare le performance del ricevitore e di comprendere a fondo il comportamento delle onde radio nel tragitto che separa la Terra dalla Luna, un ambiente notoriamente ricco di interferenze.

Verso un futuro di servizi lunari commerciali

La pubblicazione di questo dataset apre scenari inediti per lo sviluppo di un’economia spaziale legata alla Luna. Università e centri di ricerca privati dispongono ora di una base di informazioni concrete sulla quale costruire servizi di navigazione lunare commerciali e a basso costo, un requisito fondamentale per sostenere missioni robotiche e, in prospettiva, una presenza umana stabile. La possibilità di localizzare con precisione un lander, un rover o persino un astronauta sulla superficie lunare, sfruttando infrastrutture di navigazione già esistenti, riduce infatti la complessità e i costi delle operazioni, rendendo l’esplorazione più sicura e sistematica.

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