Ebrei aggrediti in autogrill, la Digos identifica i primi indagati per odio razziale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Tre persone sono state individuate dalla Digos nell’ambito delle indagini sull’aggressione antisemita avvenuta domenica scorsa nell’autogrill di Lainate, lungo l’A8, dove Elie Sultan, accompagnato dal figlio di sei anni, è stato insultato e aggredito fisicamente. Le fonti investigative confermano che gli indagati, presto iscritti nel registro, rispondono all’ipotesi di "percosse aggravate dall’odio razziale", come stabilito dal procuratore aggiunto Eugenio Fusco, che coordina il caso insieme al procuratore capo Marcello Viola.

Nonostante il gruppo coinvolto nell’episodio – stimato in una quindicina di persone – fosse numeroso, solo tre sono stati finora riconosciuti. Questi, stando alle prime ricostruzioni, non risultano legati a movimenti filo-palestinesi o ad ambienti antagonisti, né hanno precedenti per reati analoghi. Residenti nell’hinterland milanese, i sospettati dovranno ora chiarire il proprio ruolo in un episodio che ha riacceso i riflettori sulle aggressioni a sfondo razziale in Italia.

L’attacco, avvenuto in un luogo pubblico e frequentato da famiglie, ha suscitato allarme per la presenza del bambino, rimasto illeso ma esposto a insulti e violenza verbale. La dinamica, ancora in fase di accertamento, sembra riconducibile a un’escalation di provocazioni culminate nell’aggressione fisica. La Digos sta analizzando i filmati di sorveglianza e le testimonianze per ricostruire con precisione i ruoli di ciascuno, mentre la procura valuta se integrare le accuse con ulteriori capi d’imputazione.

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