Zelig 30, le pagelle della seconda puntata: Geppi Cucciari, il duetto con Elio e le Storie Tese (9), Vanessa Incontrada flop (5)

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   C’è qualcosa di rassicurante e insieme sorprendente nel modo in cui Zelig continua a festeggiare se stesso, un percorso che nel secondo appuntamento di Zelig 30, in onda il lunedì su Canale 5, trova una sua conferma e, al contempo, uno slancio inaspettato grazie alla presenza di due ospiti d'eccezione. Geppi Cucciari e gli Elio e le Storie Tese, infatti, hanno generato una sinergia così efficace da risultare il fulcro dell'intera serata, riuscendo a catturare l'attenzione di chi guardava con un mix di intelligenza comica e di citazioni musicali di rara finezza. Sul palco, i conduttori Claudio Bisio e Vanessa Incontrada si sono dimostrati padroni di casa perfetti, i quali non si limitano affatto a una mera funzione di presentazione, ma intervengono attivamente, incalzando e supportando, a volte sopportando, la sfilza di comici che si sussegue davanti al pubblico.

Il ritorno di Geppi Cucciari e la sua arte di raccontare

Geppi Cucciari, in particolare, ha offerto una performance che travalica la semplice battuta, facendo riaffiorare, non senza una punta di malinconia, i suoi esordi proprio sotto l'egida di Zelig. La comica ha dimostrato di sapere cos'è la gratitudine verso il palcoscenico che l'ha lanciata, senza per questo risparmiare niente di sé nel racconto. Tra un sorriso e un tormentone che inevitabilmente rimane impresso, ha dato prova ancora una volta di possedere un talento raro: quello di scegliere le parole giuste per strappare una risata facendo, al tempo stesso, riflettere. Dalle batoste che ha preso nel corso della carriera agli scossoni personali che l'hanno messa alla prova, il suo monologo ha evidenziato come la differenza, in certi frangenti, risieda proprio nel saper agire con tempismo e ironia.

Nostalgia e riflessione dietro le quinte

La puntata, come l'intera rassegna celebrativa, si muove all’insegna di una nostalgia che i suoi stessi creatori definirebbero, forse, balorda o canaglia, mentre lo spettatore si trova a riflettere su cosa Zelig abbia rappresentato per intere generazioni di telespettatori. Per raggiungere una certa consapevolezza sul valore di questo anniversario, bisogna infatti volgere lo sguardo al passato, a ciò che è stato presentato in vari modi sempre sotto quella testata e a come, inesorabilmente, sia mutata la comicità in Italia in questi tre decenni. Una trasformazione che il programma, nel bene e nel male, ha spesso anticipato e raccontato.

Le voci dei creatori e un'assenza illustre

Dietro le quinte, gli ideatori e autori storici, riflettono in modo semiserio su anniversari e festeggiamenti che si intrecciano: quarant'anni per il cabaret di viale Monza a Milano e trenta per la trasposizione televisiva. In una chiacchierata, hanno sottolineato con una certa amarezza come Milano non sia sempre riconoscente verso le sue istituzioni culturali, e hanno rievocato, quasi come un piccolo dispiacere personale, la prolungata assenza di un comico divenuto fenomeno nazionale. "Sono dieci anni che gli chiediamo di venire", hanno confidato, lasciando intendere quanto alcuni percorsi, nonostante le comuni radici, possano poi divergere in modo definitivo.

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