Papa Francesco al Gemelli: anche da paziente, pensa agli altri
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Redazione Salute
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Anche ricoverato, papa Francesco non smette di preoccuparsi degli altri. Lo racconta padre Giancarlo Sboarina, frate minore francescano e cappellano del Policlinico Gemelli di Roma, dove il Pontefice è attualmente in cura per una bronchite che ha reso necessario il ricovero. Nonostante la sua condizione, Francesco, che avrebbe preferito evitare l’ospedalizzazione, dimostra una tenacia che ricorda quella di Giovanni Paolo II, il quale trasformò la propria fragilità in un messaggio di speranza e testimonianza.
Francesco, 88 anni, non è nuovo a problemi di salute. Negli ultimi anni, il suo pontificato è stato segnato da diverse difficoltà fisiche, tra cui un intervento chirurgico nel 2021 e ricorrenti complicazioni respiratorie, come quelle che lo hanno portato al Gemelli per la quarta volta in meno di quattro anni. «Il Santo Padre, a seguito dell’acuirsi della bronchite di questi giorni, ha effettuato gli accertamenti specialistici e ha iniziato la terapia farmacologica ospedaliera», si legge in un comunicato ufficiale. I primi esami hanno confermato un’infezione delle vie respiratorie, ma le sue condizioni non destano allarme.
Ciò che colpisce, tuttavia, non è solo la sua resistenza fisica, ma il suo atteggiamento. Anche in ospedale, Francesco non rinuncia alla sua missione di vicinanza agli altri. «Ricorda un po’ Giovanni Paolo II», osserva padre Sboarina, «che ha vissuto la fragilità non come un impedimento, ma come un’opportunità per testimoniare la fede». Nonostante l’età avanzata e le inevitabili debolezze, il Papa continua a mostrare una dedizione che va oltre le sue condizioni personali.
La sua storia di fragilità, del resto, non è nuova. Fin da giovane, Francesco ha affrontato problemi di salute, senza mai lasciarsi fermare. «Andava avanti come un treno», ricorda il cappellano, sottolineando come quella stessa determinazione sia ancora viva oggi. Anche tra le mura dell’ospedale, il Papa cerca di essere vicino agli altri pazienti, dimostrando una sensibilità che va oltre il ruolo istituzionale.




