Crollo alla Torre dei Conti, la procura indaga per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, ipotizzando i reati di omicidio colposo e disastro colposo, dopo la morte di Octav Stroici, l’operaio romeno di 66 anni travolto dalle macerie nel cantiere della Torre dei Conti. L’uomo, che aveva riportato ferite gravissime, è deceduto in ospedale nonostante i tentativi di salvarlo, e sulla sua salma è stata disposta l’autopsia. L’intera area, teatro di un doppio crollo che ha mutilato l’antica struttura, è stata posta sotto sequestro preventivo dai carabinieri, i quali hanno effettuato un nuovo sopralluogo per raccogliere elementi utili a ricostruire una dinamica i cui contorni appaiono, in questa fase, ancora da definire con precisione.

Le evacuazioni e la testimonianza di un residente

Le conseguenze immediate dell’incidente hanno costretto allo sgombero temporaneo diverse abitazioni limitrofe, con i residenti che hanno vissuto momenti di grande apprensione. “È stato bruttissimo entrare, mi viene da piangere”, ha raccontato una di loro, Alessandra, visibilmente provata mentre recuperava alcuni effetti personali dalla propria casa. La donna, la quale ha dichiarato di essere stata l’unica a chiamare tempestivamente i soccorsi mentre altri, invece, filmavano la scena con i cellulari, ha espresso tutta la preoccupazione per una situazione di incertezza, avendo una bambina e vivendo in un appartamento in affitto.

Il focus delle indagini sui documenti dei lavori

Il percorso investigativo si sta concentrando con attenzione sulla documentazione legata all’intervento di ristrutturazione. Gli inquirenti hanno acquisito l’intero corpus di atti, che comprende sia il bando di gara, vinto da un raggruppamento di tre imprese, sia la trafila amministrativa che ne ha preceduto l’affidamento, al fine di verificarne la piena correttezza sotto il profilo procedurale. Un’attenzione particolare viene riservata a un decreto emesso nel 2022, il quale avrebbe definito i termini dell’opera, e a una relazione tecnica sulla sicurezza strutturale, redatta da una società specializzata e consegnata agli uffici comunali alla fine del mese di maggio.

La persistente pericolosità della struttura

Oltre alle questioni di natura giudiziaria, permangono forti timori per la stabilità di quanto rimane della Torre. La struttura, infatti, viene considerata a rischio di un ulteriore, possibile collasso, una evenienza che, sebbene non certa, non può essere esclusa e che porrebbe seri problemi per la pubblica incolumità. La potenziale caduta di materiali minaccia direttamente l’area circostante, dove hanno sede numerose attività commerciali, come ristoranti e bar, oltre a residenze private e strutture alberghiere, situate in una delle zone più emblematiche del centro storico di Roma.

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