Tragedia nel Piave, madre e figlia trovate morte

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ritrovamento dei corpi di Susanna Recchia, 45 anni, e della figlia Mia, di quasi quattro anni, nelle acque del Piave a Vidor, ha scosso profondamente la comunità locale. La donna si era gettata nel fiume tre sere fa, portando con sé la piccola Mia. La Procura di Treviso, rappresentata dal pubblico ministero Barbara Sabbatini, ha disposto un ulteriore esame sui corpi, nominando un medico legale per un'ispezione esterna approfondita.

Susanna Recchia, igienista dentale, era madre di altri tre bambini, avuti dall'ex marito, un poliziotto. La donna soffriva di una forma di depressione che le faceva vedere solo tragedie nel futuro. La separazione recente dal compagno e la malattia della figlia, affetta da epilessia, hanno probabilmente contribuito a peggiorare il suo stato mentale.

Il compagno di Susanna, con cui si era lasciata da un mese, ha dichiarato di non aver mai immaginato una simile tragedia. "Ci stavamo separando perché le cose fra noi non andavano tanto bene. Ma non avrei mai immaginato una cosa del genere, altrimenti non le avrei mai lasciato la bambina", ha spiegato l'uomo.

La decisione della Procura di non procedere con l'autopsia, optando invece per un esame esterno approfondito, è stata presa per rispettare la dignità delle vittime e per evitare ulteriori sofferenze ai familiari.

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