Madre e figlia trovate morte nel Piave, disposti ulteriori esami

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ritrovamento dei corpi di Susanna Recchia, 45 anni, e della figlia Mia, di quasi quattro anni, nelle acque del fiume Piave, ha scosso profondamente la comunità di Miane e l'intera provincia di Treviso. La tragedia si è consumata tre sere fa, quando la donna si è gettata nel fiume con la sua bambina. I loro corpi sono stati ritrovati vicino all'Isola dei Morti a Moriago della Battaglia.

Il pubblico ministero Barbara Sabbatini, responsabile dell'inchiesta, ha deciso di non procedere con l'autopsia sui corpi delle due vittime, optando invece per un esame esterno approfondito. Questa scelta è stata presa dopo una prima ispezione eseguita dal personale sanitario al momento del ritrovamento. L'obiettivo è quello di chiarire ulteriormente le circostanze della morte, anche se la dinamica sembra già abbastanza chiara.

Susanna Recchia era scomparsa dalla sua casa di Miane venerdì sera, portando con sé la piccola Mia. Le ricerche sono iniziate immediatamente, coinvolgendo le forze dell'ordine e i volontari della Protezione Civile. Il ritrovamento dei corpi è avvenuto in un isolotto del fiume Piave, a valle del ponte di Vidor, come confermato dall'assessore veneto alla Protezione Civile, Giampaolo Bottacin.

La tragedia ha sollevato molte domande sulla salute mentale di Susanna Recchia e sulle possibili difficoltà che stava affrontando. Nonostante la decisione di non procedere con l'autopsia, l'esame esterno approfondito potrebbe fornire ulteriori dettagli utili per comprendere meglio le cause di questo gesto estremo.

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