The Duskbloods, Miyazaki: “Single player essenziale, ma la storia è pensata per l’online”
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Quando si parla di FromSoftware, il pensiero corre immediatamente a esperienze solitarie, a sfide titaniche affrontate in un silenzio rotto solo dal rintocco delle spade e dal fruscio dei passi su pavimenti di pietra; eppure, con The Duskbloods, esclusiva per Nintendo Switch 2, Hidetaka Miyazaki sembra voler ribaltare alcune di queste certezze, o quantomeno ridefinirne i confini.
Il celebre CEO e game director ha infatti tenuto a precisare, nel corso di un'intervista, che la componente single player del gioco ci sarà, ma che la sua natura sarà "davvero essenziale", quasi a voler mettere in guardia gli utenti più affezionati alla tradizione single player dello studio, quelli che da un titolo targato FromSoftware si aspettano innanzitutto un viaggio in solitaria attraverso mondi morenti e storie frammentate.
La precisazione, tuttavia, non suona come una delusione, bensì come un chiarimento necessario, dato che l'intera architettura narrativa e la progressione della storia sono state concepite fin dall'inizio partendo dal presupposto che ci si connetta alla rete, che si condivida l'esperienza con altri giocatori.
Una lore vasta come Elden Ring, ma per un pubblico connesso
Nonostante questa premessa, che potrebbe far storcere il naso ai puristi, Miyazaki ha voluto rassicurare i fan sulla profondità del mondo di gioco, spiegando che la versione completa di The Duskbloods conterrà una quantità di lore paragonabile a quella dei titoli più celebri dello studio, come Elden Ring e Bloodborne.
È lo stesso Miyazaki, in un'intervista rilasciata a VGC, a chiarire che il Closed Network Test appena concluso non rappresenta in alcuna maniera la portata dei contenuti narrativi che troveremo al lancio, quasi a voler suggerire che quanto visto fino ad ora è solo la punta di un iceberg narrativo estremamente profondo e stratificato.
Si tratta di una scelta coraggiosa, quella di legare una mole di informazioni e storia così imponente a un'esperienza pensata per essere vissuta principalmente in multiplayer, e che pone interrogativi interessanti su come i giocatori fruiranno di questa mole di dettagli, frammenti e segreti disseminati per il mondo di gioco, in un contesto dove la cooperazione e la competizione con altri esseri umani diventeranno parte integrante del tessuto narrativo.
Lo sviluppo iniziò su Switch, ma l'hardware non reggeva
Un aspetto che ha suscitato non poco stupore, emerso sempre dalle dichiarazioni di Miyazaki, riguarda le origini stesse del progetto, che non è sempre stato concepito come un'esclusiva per la nuova piattaforma Nintendo. Lo sviluppo di The Duskbloods, infatti, è iniziato nel lontano 2021, e i primi test furono effettuati sulla prima generazione di Nintendo Switch, quella che tutti conosciamo, in un'epoca in cui il pubblico non aveva ancora la minima idea di quale hardware sarebbe succeduto alla popolare console ibrida.
Portare un gioco dalle ambizioni di The Duskbloods sulla prima Switch, con le sue limitazioni tecniche ormai ben note, si è rivelato tutt'altro che semplice, se non addirittura improponibile per gli standard qualitativi che FromSoftware impone ai propri progetti.
È a questo punto che l'intervento di Nintendo Switch 2 si è rivelato determinante, risolvendo di fatto un grosso problema di natura tecnica e consentendo allo studio di realizzare la propria visione senza dover operare sacrifici eccessivi in termini di performance, stabilità e densità del mondo di gioco, un dettaglio che spiega molte delle scelte progettuali e del perché il titolo sia finito per diventare un'esclusiva della nuova generazione della casa di Kyoto.
Il test chiuso ha superato le aspettative, anche rispetto a Nightreign
Il recente Closed Network Test, che ha permesso a una cerchia ristretta di giocatori di mettere le mani sul gioco in anteprima, ha registrato un'affluenza che ha positivamente sorpreso gli stessi sviluppatori, tanto da attirare un numero di iscritti persino superiore a quello che aveva caratterizzato il test analogo per Elden Ring Nightreign.
A rivelarlo è stato il producer Yasuhiro Kitao nel corso di un livestream con la testata giapponese Famitsu, nel quale non ha nascosto lo stupore e l'entusiasmo del team di fronte alla risposta del pubblico, un segnale inequivocabile che l'interesse per questa nuova e atipica creatura di FromSoftware è estremamente alto.
La sorpresa di Kitao e di tutto lo staff, di fronte a numeri così incoraggianti, lascia intendere che forse nemmeno loro si aspettavano una partecipazione così massiccia a un test di rete per un gioco che, per sua stessa natura, si discosta dalle formule consolidate che hanno reso celebre lo studio, ma che al contempo conferma come la fiducia dei giocatori nei confronti del marchio FromSoftware rimanga intatta e capace di abbracciare anche le sperimentazioni più ardite.
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