Milano, dodicenne in coma dopo l’impatto con un furgone in via Verro
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Redazione Interno
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Un pomeriggio apparentemente normale si è trasformato, nel giro di pochi attimi, in una tragedia consumatasi sull’asfalto di via Bernardino Verro, una strada del quartiere Vigentino che i residenti, ormai da tempo, considerano particolarmente pericolosa. L’episodio, che risale alle 17:30 di ieri, ha avuto come protagonista un ragazzo di dodici anni, il quale è stato investito con violenza da un furgone mentre attraversava la carreggiata all’altezza del civico 71, in un punto non presidiato dalle strisce pedonali. La dinamica, ancora al vaglio degli investigatori, lascerebbe intendere che il giovane sia sbucato all’improvviso dal ciglio della strada, un’azione repentina alla quale l’autista del mezzo, un uomo che si è immediatamente fermato per prestare soccorso, non avrebbe avuto il tempo materiale di reagire, nonostante la negatività ai test alcolimetrici e tossicologici che sono stati prontamente eseguiti.
Il trasferimento d'urgenza all'ospedale di Bergamo
Le condizioni del dodicenne, sin dai primi istanti successivi all’impatto, sono parse così critiche da rendere necessario un trasporto in codice rosso verso una struttura di eccellenza, l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove il ragazzo è stato ricoverato in terapia intensiva pediatrica senza aver mai riacquistato conoscenza. L’urgenza del trasferimento in un nosocomio fuori dal capoluogo meneghino, se da un lato sottolinea la gravità del politrauma subito, dall’altro evidenzia una certa organizzazione dei soccorsi, i quali hanno dovuto far fronte a un quadro clinico estremamente complesso e instabile, tale da richiedere cure specialistiche di alto livello.
La rabbia silenziosa dei genitori e la denuncia sui pericoli della strada
Fuori dal reparto di rianimazione, i genitori del ragazzo hanno espresso tutta la loro disperazione, trasformando il dolore in una accorata denuncia contro l’incuria delle istituzioni. «Via Verro è una strada maledetta», ha affermato la madre, accennando al pancione, in un’immagine che unisce la promessa di una vita alla lotta per quella del figlio maggiore; una strada, secondo quanto riferito dalla famiglia, dove gli incidenti sarebbero all’ordine del giorno, un dato di cronaca nera che i residenti del quartiere denunciano da anni senza, a loro dire, essere ascoltati da chi avrebbe il potere di intervenire per modificare la viabilità o incrementare i controlli.
Il contesto degli incidenti stradali nella stessa giornata
Quello del Vigentino non è stato, purtroppo, l’unico caso di investimento che ha coinvolto un minore nella stessa giornata milanese, sebbene le conseguenze per l’altro bambino, un noveenne investito in piazza Durante, siano state considerevolmente meno gravi. I due episodi, seppur differenti per esito, accendono i riflettori sulla sicurezza stradale in una metropoli come Milano, dove il traffico veicolare e i comportamenti di pedoni e automobilisti si intrecciano in un equilibrio spesso precario, che richiede una costante attenzione da parte di tutti, senza la quale il rischio di simili drammi diventa, come dimostrano i fatti, concreto e sempre in agguato.




