Achille Lauro chiude le Olimpiadi, brividi prima di Sanremo 2026: “Sono onorato, per me è speciale”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Sarà un febbraio denso di significati e di riflettori per Achille Lauro, un mese che lo vedrà protagonista assoluto sulla scena, prima con il suo ruolo di co-conduttore al Festival di Sanremo e subito dopo con un evento che travalica i confini della musica leggera per abbracciare quelli dello sport mondiale. L’artista romano, ma veronese di nascita – un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di pathos alla sua partecipazione – è stato ufficialmente inserito nel cast della Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026, in programma per domenica 22 febbraio -1-3. La notizia, diffusa attraverso i canali ufficiali della Fondazione Milano Cortina 2026 e ripresa dalle principali agenzie, conferma la volontà degli organizzatori di puntare su un linguaggio artistico contemporaneo e trasversale per dare l’addio alle competizioni iniziate lo scorso 6 febbraio, prima che l’attenzione si sposti sugli atleti paralimpici.

La scelta dell’Arena di Verona, monumento storico patrimonio dell’umanità, come palcoscenico per questo atto conclusivo rappresenta di per sé una novità assoluta nella storia dei Giochi, e la presenza di Lauro si inserisce in un concept più ampio intitolato “Beauty in Action” -3-6. L’idea, stando a quanto comunicato dagli organizzatori, è quella di celebrare la bellezza in tutte le sue forme dinamiche: quella dello sport, certo, ma anche quella che si esprime attraverso l’arte, la danza – con la partecipazione annunciata di Roberto Bolle e della compagnia Aterballetto – e la musica -8. Lauro, con il suo background fatto di performance Art, sperimentazione e un’iconografia che attinge a piene mani dalla cultura pop e dalla moda, incarna perfettamente questa commistione di linguaggi -6. Il suo non è un esordio assoluto nel mondo dei cinque cerchi, avendo già ricoperto il ruolo di tedoforo in una fase precedente dell’evento, un legame, quello con la manifestazione, che viene così suggellato nel momento più solenne e al tempo stesso celebrativo -1.

L’attesa della città e le voci dai luoghi della festa

Mentre l’organizzazione mette a punto gli ultimi dettagli di una serata che vedrà la partecipazione di circa 120 personalità del mondo dello spettacolo e non solo, Verona si prepara a vivere una domenica di eccezionale risonanza mediatica. Emilio Pozzi, Ceo di On Location Italy, partner ufficiale per l’hospitality experience, ha anticipato al Corriere come il Cio abbia compiuto una scelta precisa optando per l’anfiteatro romano, una decisione che renderà la cerimonia “qualcosa di mai visto prima”. L’attenzione, però, non è rivolta soltanto ai riflettori puntati sul palco e sugli artisti: la macchina organizzativa deve fare i conti con la vita della città, e le inevitabili ripercussioni sulla quotidianità. I gestori dei locali che si affacciano su piazza Bra, cuore pulsante della movida veronese e scenario naturale dell’evento, pur dovendo accettare limitazioni e la rimozione dei plateatici per le giornate clou, guardano al grande evento con la consapevolezza di chi sa di giocarsi una chance di visibilità internazionale irripetibile. Qualcuno, tra gli esercenti interpellati da L’Arena, parla di un’opportunità che capita “una volta per generazione”, sottolineando come, al di là del mancato introito diretto per la chiusura del Liston, l’importante sia che il mondo veda la bellezza e l’eleganza della piazza.

Dall’Ariston all’Arena, un mese da protagonista

La partecipazione di Achille Lauro alla chiusura delle Olimpiadi giunge in un momento di straordinaria esposizione mediatica per l’artista, chiamato a ricoprire un doppio ruolo di primo piano a distanza di pochi giorni. Solo tre giorni prima, il 25 febbraio, sarà infatti lui a salire sul palco del Teatro Ariston in veste di co-conduttore della seconda serata del 76° Festival di Sanremo, affiancando Carlo Conti e Laura Pausini. Un ritorno all’Ariston che per Lauro non è mai una semplice apparizione: dopo le numerose partecipazioni in gara, da “Rolls Royce” nel 2019 a “Incoscienti giovani” nel 2025, e le esperienze come ospite, questa nuova veste lo vede in una posizione inedita, quella di padrone di casa per una sera. Lo stesso Conti, nell’annunciare la scelta, ha voluto sottolineare come l’artista abbia accettato l’invito “rubando del tempo al suo grande tour”, un dettaglio che lascia intendere la fitta rete di impegni che lo attende, ma anche la volontà di non mancare a un appuntamento che intreccia il suo percorso artistico con due delle ribalte più importanti del panorama nazionale e internazionale.

Le coreografie e il senso di una cerimonia diffusa

Al di là della singola esibizione di Lauro, la regia della serata del 22 febbraio promette uno spettacolo corale e profondamente radicato nel territorio, pur con una proiezione globale. La direzione creativa è stata affidata a Filmmaster, con Diego Tortelli, coreografo legato al CCN/Aterballetto, chiamato a firmare le coreografie che coinvolgeranno, oltre alla sua compagnia, anche la scuola di ballo dell’Opera di Roma guidata da Eleonora Abbagnato e la star internazionale Roberto Bolle. La scenografia, ispirata all’immagine di una goccia d’acqua, vuole simboleggiare un ciclo naturale che connette idealmente la montagna, la pianura e la città, in un flusso continuo che riflette il movimento degli atleti e dei valori olimpici. L’Arena, in quest’ottica, verrà concepita non come un palco separato dalla platea, ma come una grande piazza italiana, uno spazio vivo in cui coreografie, luci e movimenti collettivi accompagneranno gli atleti – i veri protagonisti della manifestazione – in una festa conclusiva che si estenderà fino a coinvolgere piazza Bra e il Teatro Filarmonico, con la partecipazione del coro e dell’orchestra della Fondazione Arena di Verona.

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