Erdogan accoglie Zelensky ad Ankara, ma Putin non si presenta per i colloqui di pace

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Volodymyr Zelensky è stato ricevuto dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan con una guardia d’onore al palazzo presidenziale di Ankara, dove sono attesi i primi contatti diretti tra Russia e Ucraina per discutere un possibile cessate il fuoco. L’assenza di Vladimir Putin, però, ha già segnato l’inizio delle trattative con un tono di sfiducia, mentre Mosca ha inviato una delegazione definita da Kiev "decorativa".

Zelensky, che aveva espresso la volontà di incontrare personalmente il leader russo, ha sottolineato l’importanza di avere al tavolo negoziale una rappresentanza completa della propria struttura di governo: "Siamo qui con il Ministero degli Esteri, l’esercito, i servizi segreti e tutte le agenzie competenti". Una presenza massiccia, che contrasta con la scelta russa di limitarsi a inviare funzionari di medio livello, segnale di un approccio distaccato da parte del Cremlino.

Secondo fonti vicine al governo russo, ricostruite dal Moscow Times, Putin non avrebbe mai preso in considerazione l’ipotesi di un faccia a faccia con il presidente ucraino, ritenendolo un interlocutore non pari grado. Un incontro diretto, stando alle stesse indiscrezioni, sarebbe possibile solo in caso di resa pubblica di Kiev, prospettiva che Zelensky ha più volte escluso.

Le tensioni diplomatiche sono emerse anche nelle parole del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il quale ha definito "penose" le richieste di Zelensky di confrontarsi con Putin. "Dopo dichiarazioni iniziali assurde, qualcuno gli ha spiegato che non poteva permettersi di apparire così ingenuo", ha aggiunto Lavrov, in un commento che riflette la linea dura di Mosca.

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