Caparezza presenta 'Orbit Orbit' a Lucca Comics, tra fumetto e acufene

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Davanti a un pubblico che lo attendeva da quattro anni, Caparezza ha presentato a Lucca Comics & Games il suo duplice progetto, "Orbit Orbit", un album e un fumetto omonimo che si alimentano a vicenda, costruendo un universo narrativo coeso. Il rapper pugliese, il cui vero nome è Michele Salvemini, ha scelto l'animazione cult "Galaxy Express" come punto di partenza per un viaggio che definisce la sua "idea più radicale di libertà creativa", un percorso attraverso galassie sonore e visive dove i confini tra i generi, come del resto accade per quelli tra i media, sembrano dissolversi. Un ritorno, il suo, che segna una tappa fondamentale dopo un lungo periodo di silenzio artistico, carico di aspettative che l'artista ha già iniziato a disattendere, promettendo uno spiazzamento.

Un disco nato da un sogno nel cassetto

"Orbit Orbit", pubblicato per BMG, è il nono album in studio di Caparezza e affonda le sue radici in una passione giovanile: il fumetto. L'artista, infatti, non si è limitato a comporre le musiche ma ha scritto l'intera sceneggiatura per un volume edito da Bonelli, realizzando quello che lui stesso ha descritto come "un sogno nel cassetto". Il comic book, articolato in quattordici capitoli e arricchito dai disegni di firme del calibro di Yi Yang, Sergio Gerasi, Matteo De Longis e La Came, ha funto da musa ispiratrice per il disco, in un cortocircuito creativo inedito per il cantautore. L'enthusiasmo per questa nuova forma di espressione, come ha rivelato, è stato talmente travolgente da spingerlo a concepire un intero nuovo progetto musicale, dove le tracce audio e le pagine disegnate si specchiano e si completano, offrendo due punti di vista sullo stesso universo immaginifico.

La rivelazione personale sulla salute uditiva

In questo ritorno, Caparezza ha scelto di condividere pubblicamente un aspetto profondamente personale della sua vita, legato alla sua salute. L'artista ha rivelato, infatti, di soffrire da tempo di acufene e ipoacusia, condizioni che hanno portato a una perdita dell'udito e all'utilizzo di apparecchi acustici. Una dichiarazione, la sua, che getta una luce diversa sul suo lavoro e sulla sua percezione del suono, inserendosi in un disco che, come è sua consuetudine, affronta senza filtri tematiche private e quotidiane. Questa rivelazione, sebbene non esplicitamente collegata alle sonorità del nuovo lavoro, aggiunge un ulteriore strato di significato alla sua ricerca artistica, mostrando come le difficoltà personali possano diventare parte integrante del processo creativo.

Oltre il rap: la poetica dello spiazzamento

Con il singolo "Io sono il viaggio" ad aver anticipato l'uscita, "Orbit Orbit" si propone al pubblico come un'opera che sfida le aspettative. Lo stesso Caparezza ha avvertito che l'arte, per sua natura, deve spiazzare, suggerendo implicitamente di non aspettarsi semplicemente un album di rap. Il progetto nel suo complesso, con il suo volo altissimo a velocità siderale e il suo esplorare orbite remote, sembra voler affermare che l'artista ha superato vecchi schemi per approdare a dimensioni creative fin qui inimmaginabili. Un viaggio, dunque, non solo spaziale ma soprattutto interiore e artistico, dove la libertà di esprimersi diventa il pianeta da raggiungere, un obiettivo perseguito attraverso il costante superamento dei propri limiti e delle convenzioni di genere.

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