La riforma del premierato ottiene l'approvazione del Senato
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Redazione Interno
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La riforma del premierato ha ricevuto il primo sì del Senato, un evento che ha suscitato commenti e reazioni. Marco Travaglio, direttore del Fatto Quotidiano, ha espresso le sue opinioni a Otto e mezzo (La7), sottolineando le sue preoccupazioni riguardo l'accentramento del potere.
Critiche e preoccupazioni
Travaglio ha criticato l'affermazione di Giorgia Meloni secondo cui il premierato rafforza la democrazia e la stabilità, ferma i giochi di palazzo e permette ai cittadini di scegliere chi li governerà. Secondo Travaglio, la realtà è esattamente il contrario: l'intenzione è quella di avere "l'uomo solo al comando".
Esultanza di Meloni e giorni cruciali per l'Autonomia
Dopo l'approvazione del Senato, Meloni ha esultato. Il testo è passato al Senato con 109 voti favorevoli, 77 contrari e un astenuto. Fratelli d'Italia ha festeggiato con un flash mob. Anche la Lega vede il traguardo. Nel frattempo, la sinistra critica le proposte del governo e grida al regime.
Il potere del premierato
La riforma prevede l'elezione "a suffragio universale e diretto" del premier, che rimane in carica per cinque anni grazie a un sistema elettorale che garantisce la maggioranza dei seggi in Parlamento. Il premier non può essere rieletto dopo due mandati consecutivi e può essere sostituito solo una volta nella legislatura, e solo se sarà lui stesso a decidere di passare la mano, da un parlamentare che fa parte della coalizione vincitrice delle elezioni.




