Ucraina, Zelensky lancia l’allarme sui Patriot: mancano gli intercettori

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’Ucraina dispone di una quantità sempre più limitata di intercettori Patriot per difendersi dai missili russi: Volodymyr Zelensky ha dichiarato in un’intervista alla Cnn che Kiev riceve oggi appena l’1% dell’attuale scorta americana di questi sistemi. Secondo il presidente ucraino, una disponibilità così ridotta non sarebbe sufficiente a contenere la pressione degli attacchi russi e la richiesta agli Stati Uniti riguarda una quota maggiore delle riserve. Zelensky ha indicato nel 10% delle scorte americane una quantità che, a suo avviso, potrebbe permettere di fermare i missili russi, mentre anche il 5% consentirebbe all’Ucraina di superare l’inverno.

La richiesta di Kiev sugli intercettori Patriot americani

Nell’intervista alla Cnn, Zelensky ha spiegato che la situazione della difesa aerea ucraina è diventata più difficile rispetto al passato. Il presidente ucraino ha affermato che il Paese avrebbe oggi due volte e mezzo meno intercettori rispetto al 2025, mentre Mosca disporrebbe del doppio dei missili balistici lanciati ogni mese. La richiesta avanzata agli Stati Uniti riguarda quindi un aumento delle forniture di missili Patriot, considerati da Kiev uno degli strumenti necessari per contrastare gli attacchi con missili russi.

Le dichiarazioni di Zelensky arrivano mentre l’Ucraina continua a dipendere dalle forniture militari degli alleati. Secondo le informazioni disponibili, 29 Paesi, tra cui 26 alleati Nato e tre partner, hanno versato in dodici mesi 5,8 miliardi di euro per acquistare armi statunitensi destinate a Kiev. Il meccanismo utilizzato per organizzare queste forniture è il Purl, una lista delle priorità dell’Ucraina finanziata dagli alleati e nata nell’estate 2025 poco prima del vertice tra i Paesi coinvolti.

Le difficoltà nelle scorte e nella difesa dai missili russi

Il punto centrale della richiesta ucraina riguarda la disponibilità degli intercettori necessari per utilizzare i sistemi Patriot contro gli attacchi aerei. Zelensky ha sottolineato che l’attuale quantità ricevuta dagli Stati Uniti rappresenterebbe solo una parte molto ridotta delle scorte disponibili e ha collegato questa carenza all’aumento della pressione russa. La questione non riguarda soltanto il numero dei sistemi presenti, ma anche la disponibilità dei missili necessari per mantenerne l’efficacia durante gli attacchi.

Le informazioni riportate indicano inoltre che Kiev considera insufficiente il livello attuale delle forniture rispetto alla frequenza degli attacchi. Nel quadro delineato da Zelensky, l’Ucraina si trova a dover affrontare una situazione in cui gli intercettori disponibili sono diminuiti rispetto all’anno precedente, mentre il numero dei missili balistici russi sarebbe aumentato. La richiesta di una quota maggiore dei Patriot statunitensi nasce quindi dall’esigenza di aumentare la capacità di risposta contro gli attacchi.

Il sostegno degli alleati e il ruolo delle armi Usa

Il sostegno militare internazionale all’Ucraina passa anche attraverso il programma Purl, che raccoglie i contributi degli alleati per acquistare armamenti statunitensi destinati a Kiev. Il finanziamento complessivo indicato è di 5,8 miliardi di euro in dodici mesi, con il coinvolgimento di 29 Paesi. Questo sistema è stato creato per individuare le priorità indicate dall’Ucraina e destinare risorse all’acquisto di equipaggiamenti considerati necessari.

Nel confronto tra esigenze di difesa e disponibilità delle forniture, i Patriot rappresentano uno degli elementi principali delle richieste avanzate da Kiev. Zelensky ha collegato la necessità di maggiori intercettori alla possibilità di proteggere il territorio ucraino dagli attacchi missilistici russi, indicando percentuali precise delle scorte americane ritenute sufficienti per affrontare la situazione. Le sue dichiarazioni alla Cnn riportano quindi l’attenzione sulla quantità di munizioni disponibili e sul ruolo delle forniture occidentali nella difesa aerea dell’Ucraina.

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