Il niqab nelle scuole di Pordenone: una questione di integrazione
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Redazione Interno
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L'amministrazione comunale di Pordenone, guidata dal sindaco Alessandro Ciriani e dal suo vice Alberto Parigi, ha espresso una posizione decisa contro l'uso del niqab nelle scuole cittadine. In una nota congiunta, i due amministratori hanno affermato: "Ribadiamo il nostro netto rifiuto al niqab nelle nostre scuole, su questo non si deve transigere".
La vicenda
La questione è emersa quando i genitori di alcuni studenti hanno notato una bambina completamente coperta da un velo nero tra gli zaini decorati con supereroi e i giubbotti colorati che uscivano da una scuola elementare una settimana fa. Una bambina che indossa un niqab per andare a scuola si fa notare anche se non vuole.
La reazione della sinistra
La sinistra si è svegliata dal sonno della ragione. Quanto accaduto nei giorni scorsi a Pordenone, dove una bambina di dieci anni si era presentata a scuola indossando il niqab, ha scosso i progressisti, i quali si sono compiaciuti per la decisione di un'insegnante di far scoprire il viso all'alunna. "Coprire integralmente con il velo il volto di una bambina è un'inaccettabile forma di imposizione", hanno commentato.
Il dibattito sull'integrazione
Il sindaco di Pordenone ha definito l'uso del niqab nelle scuole come "inaccettabile" e "non un segno di integrazione". Questa vicenda ha sollevato un dibattito sulla questione dell'integrazione e sul ruolo della scuola in questo processo. La questione rimane aperta e il dibattito continua.




