Il nuovo corso di Microsoft Gaming: Asha Sharma al timone, Matt Booty promosso e nessuna scossa per gli studi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il panorama dirigenziale di Microsoft Gaming, dopo settimane di indiscrezioni e voci di corridoio che si rincorrevano tra i piani alti di Redmond, ha infine subito la trasformazione radicale che molti analisti del settore avevano iniziato a mettere in conto, segnando di fatto la conclusione di un’era lunga quasi quattro decenni e l’alba di una gestione completamente rinnovata. Phil Spencer, figura cardine per dodici anni alla guida della divisione e volto rassicurante per una community spesso scettica, ha ufficialmente lasciato il suo posto, cedendo il comando ad Asha Sharma, la quale, come è emerso dai memo interni prontamente diffusi, ha subito manifestato intenzioni ambiziose per il futuro del settore, parlando di un ritorno alle radici del marchio e di un rinnovato impegno verso i giocatori storici -6. Parallelamente, anche Sarah Bond, considerata a lungo il braccio destro di Spencer fin dal 2017 e figura operativa chiave, ha abbandonato il suo ruolo per intraprendere quello che lei stessa ha definito “un nuovo capitolo” personale e professionale, lasciando un vuoto che la nuova CEO ha prontamente colmato affidando le redini dei contenuti a Matt Booty -4.

Non stupisce, in questo clima di assestamento, che le prime esternazioni pubbliche della nuova guida vadano interpretate con la cautela che si riserva a chi sta muovendo i primi passi su un palcoscenico tanto esposto. Dal rilancio delle esclusive Xbox, tema caldissimo tra gli appassionati dopo la recente politica di porting su piattaforme concorrenti, al ritorno a un’interfaccia che ricordi i fasti della 360, la nuova CEO si è scatenata su X rispondendo direttamente ad alcuni utenti con messaggi volutamente sintetici come “Hear you”, un modo per farsi conoscere e dimostrare vicinanza -2-7. L’idea, leggendo tra le righe, è che la nuova guida di Xbox, scelta personalmente da Satya Nadella per sostituire il partente Spencer, voglia soprattutto farsi conoscere e dimostrare come sia particolarmente attiva in ambito social, una persona che risponde direttamente alle domande degli utenti e fornire così un’immagine in grado di infondere una certa fiducia nei giocatori; dunque, le sue affermazioni, per quanto allettanti, vanno soppesate su questa prospettiva, considerandole più un esercizio di pubbliche relazioni che l’annuncio di una svolta strategica immediata.

I comunicati ufficiali delle grandi multinazionali riguardanti i loro movimenti interni, d’altronde, andrebbero sempre presi con le molle, e basta avere un cervello funzionante per capirlo, specialmente alla luce di quanto accaduto in passato. Servono soprattutto per cercare di controllare certe narrazioni, tenendo a bada voci di corridoio e fughe di notizie, nel tentativo di reprimere l’emersione di fatti che potrebbero rivelarsi problematici per l’immagine aziendale. Ad esempio, la scorsa estate Microsoft aveva dichiarato, per voce del capo delle comunicazioni della compagnia Frank Shaw, che Phil Spencer "non ha intenzione di ritirarsi a breve", in risposta a delle voci che lo volevano in procinto di abbandonare Microsoft Gaming; una smentita secca che, con il senno di poi, è invecchiata piuttosto male, dimostrando come la pianificazione della successione fosse già in atto da tempo, come lo stesso Nadella ha poi confermato ammettendo che Spencer aveva preso la decisione di ritirarsi già nell'autunno precedente -1-3.

Il riassetto ai vertici e il ruolo centrale di Matt Booty

All’interno di questo rimpasto, che ha visto l’uscita di scena di figure di primo piano, la posizione di Matt Booty emerge con una chiarezza inequivocabile. Promosso a executive vice president e chief content officer di Microsoft Gaming, Booty diventa di fatto il braccio destro della nuova CEO Asha Sharma, un ruolo di primaria importanza che lo pone al timone di un portfolio sterminato di quasi quaranta studi di sviluppo, inclusi colossi come Bethesda, Activision Blizzard e King -3-6. La sua esperienza, maturata sul campo e costruita gestendo franchise del calibro di Halo, Fallout o Call of Duty, rappresenta per Sharma, la cui carriera vanta trascorsi in Meta e Instacart ma nessuna esperienza diretta nel settore videoludico, una garanzia di continuità e di competenza tecnica inestimabile -1. Booty, dal canto suo, nel messaggio diffuso ai dipendenti, ha voluto dissipare immediatamente ogni possibile timore riguardante l’organigramma degli studi, sottolineando con nettezza che non ci sono cambiamenti organizzativi in programma per i team di sviluppo, un’affermazione che suona come un tentativo di placare le ansie di una forza lavoro provata dai recenti cicli di licenziamenti che avevano colpito l’industria -6.

L’addio di Sarah Bond e lo stato di salute della console

Nel suo messaggio di addio allo staff, pubblicato poi su LinkedIn, Sarah Bond ha voluto rassicurare i dipendenti e, indirettamente, gli utenti sullo stato di salute del progetto hardware, affermando che la prossima console Xbox “è già a buon punto” -4. Un dettaglio tecnico non da poco, questo, che lascia intendere come i recenti e radicali cambiamenti ai vertici della compagnia non dovrebbero rallentare i piani legati alla nuova macchina, il cui sviluppo era seguito personalmente dalla Bond prima della sua partenza. La sua uscita di scena, avvenuta nonostante fosse percepita da molti insider come l’erede naturale di Spencer, è stata accompagnata da ringraziamenti e riconoscimenti per il lavoro svolto nell’espansione dell’ecosistema Xbox su PC e nel cloud, ma la scelta di dimettersi, e non di cercare un altro ruolo all’interno del colosso di Redmond, apre a più di una riflessione sulle reali dinamiche che hanno portato a questo avvicendamento.

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