Tragedia al Corso Vittorio Emanuele, muore lo scrittore Italo Ferraro. Polemiche sui soccorsi: «Arrivati in ritardo»
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Redazione Interno
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Una serata di fine marzo trasformata in tragedia, l’ennesima, sulle strade del centro di Napoli. È morto ieri sera, all’ospedale Pellegrini, il professor Italo Ferraro, architetto, docente universitario e saggista di fama, autore di numerosi volumi – tra cui il celebre “Atlante storico di Napoli” – che avevano raccontato con rigore scientifico e passione civile i quartieri e l’evoluzione urbana della città. L’uomo, ottantacinquenne, è stato travolto da uno scooter mentre attraversava il Corso Vittorio Emanuele, poco dopo le 19:30, nei pressi della stazione della funicolare di Montesanto.
L’impatto, violento, è avvenuto all’altezza del civico 532: secondo una prima ricostruzione della polizia locale, la vettura a due ruote, condotta da una ragazza di ventisette anni che procedeva in direzione piazza Mazzini, ha investito il pedone mentre questi si accingeva a completare l’attraversamento. Le sue condizioni, apparse sin da subito disperate, hanno costretto i sanitari del 118 a un trasporto d’urgenza, ma non c’è stato nulla da fare per lo studioso, che si è spento poco dopo il ricovero. La conducente del mezzo, rimasta ferita nell’impatto, è stata a sua volta trasferita al CTO per le cure del caso; il mezzo è stato posto sotto sequestro e alla giovane è stata ritirata la patente in attesa degli accertamenti sullo stato di alterazione psico-fisica al momento del sinistro.
Il ritardo dei soccorsi e la protesta dei residenti
Sulla dinamica dell’incidente si sovrappone però un’altra circostanza, destinata ad alimentare una polemica accesa già nelle ore immediatamente successive al decesso. Sulla pagina social del deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, si sono moltiplicate le segnalazioni di cittadini e testimoni oculari, i quali hanno denunciato un ritardo considerevole nell’arrivo dell’ambulanza sul luogo dell’investimento. Stando a queste testimonianze, raccolte mentre la tensione cresceva tra i residenti accorsi sul posto, i soccorsi sarebbero giunti solo dopo una trentina di minuti dalla chiamata, un lasso di tempo giudicato inaccettabile per un’arteria centrale come il Corso Vittorio Emanuele.
Non è mancata la rabbia di chi, in quelle interminabili fasi di attesa, ha assistito impotente alla scena, cercando persino di prestare i primi aiuti in assenza dei sanitari. Il deputato Borrelli, da tempo impegnato in prima linea sulle questioni legate alla sicurezza stradale e all’efficienza del sistema di emergenza urbana, ha raccolto le segnalazioni definendo l’accaduto «gravissimo» e puntando il dito non solo sulla dinamica dello scontro ma, appunto, sui tempi di risposta del 118. Secondo quanto emerso, la folla radunatasi intorno al esanime dello scrittore avrebbe più volte sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine e delle ambulanze, rimaste inspiegabilmente assenti per un periodo prolungato, alimentando un clima di forte esasperazione.
Un’altra vittima sulle strade del capoluogo
L’incidente che è costato la vita a Italo Ferraro si inserisce in un quadro di emergenza sicurezza stradale che, nelle ultime ore, ha colpito duramente la città. La tragedia arriva infatti a distanza di poche ore da un altro investimento mortale avvenuto sul Corso Garibaldi, dove due donne sono state travolte e uccise da un uomo di trentaquattro anni, poi tratto in arresto perché risultato positivo all’alcol-test. Un inizio di settimana segnato dal sangue, dunque, che riporta prepotentemente l’attenzione sulla necessità di controlli più serrati lungo le principali arterie cittadine, spesso teatro di velocità eccessive o di comportamenti di guida irregolari.
Gli agenti della Polizia Locale – Unità operativa Scampia – hanno effettuato i rilievi tecnici per chiarire l’esatta dinamica dell’investimento che ha coinvolto il professore, cercando di ricostruire gli istanti precedenti l’urto. Per il mondo della cultura napoletana, la perdita di Italo Ferraro rappresenta un lutto profondo: non solo accademico, ma anche intellettuale impegnato nella valorizzazione della memoria storica della città, che aveva saputo raccontare in decine di pubblicazioni. La sua scomparsa, aggravata dalle polemiche sull’efficienza della macchina dei soccorsi, lascia aperti interrogativi su quanto accaduto ieri sera lungo uno dei viali più iconatici di Napoli, dove la fatalità si è incrociata con l’attesa, vana, di un aiuto che per molti è arrivato troppo tardi.




