Milano, l’inchiesta urbanistica che blocca il futuro di San Siro

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   La Procura di Milano, scavando nel sistema di appalti e concessioni che da anni regola lo sviluppo edilizio della città, ha portato alla luce un presunto "patto corruttivo" legato al destino dello stadio Meazza. Al centro dell’indagine, che coinvolge 74 persone tra cui il sindaco Beppe Sala, c’è l’accusa di un accordo illecito tra l’ex dirigente del Comune Giuseppe Marinoni e l’architetto Federico Pella, finalizzato a controllare gli sviluppi del progetto del nuovo impianto che Milan e Inter avrebbero dovuto costruire accanto a San Siro.

Gli inquirenti, ricostruendo una fitta rete di incontri e pressioni, sostengono che il piano – con un valore stimato di 1,3 miliardi di euro – fosse diventato terreno di contesa tra privati e politica, tanto da spingere la magistratura a congelare la vendita dell’area. L’ipotesi è che, dietro alle trattative, si nascondesse un meccanismo volto a condizionare le scelte urbanistiche, con possibili favori in cambio di sostegno tecnico o amministrativo.

Intanto, mentre i pm approfondiscono le responsabilità individuali, il sindaco Sala – già alle prese con le conseguenze politiche dell’inchiesta – si è confrontato con una delegazione del Partito democratico per valutare le condizioni del suo mandato. La segretaria regionale Silvia Roggiani, insieme ad Alessandro Capelli e Beatrice Uguccioni, ha chiesto "garanzie" sui prossimi due anni di governo, in un momento in cui l’indagine rischia di ridisegnare non solo gli equilibri di Palazzo Marino, ma anche gli scenari infrastrutturali di Milano.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.