San Siro è venduto, Milano avrà un nuovo stadio

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Dopo sei anni di trattative, spesso accompagnate da polemiche e incertezze, la proprietà dello stadio di San Siro è ufficialmente passata dal Comune di Milano alle due società che lo abitano, il Milan e l'Inter. La firma del rogito, un atto che sancisce una svolta epocale per lo sport e l'urbanistica milanese, è stata apposta ieri, 5 novembre, dinanzi al notaio Filippo Zabban. L'operazione, del valore complessivo di 197 milioni di euro, segna il preludio alla demolizione dell'impianto esistente, noto come Meazza, per far spazio a una nuova e moderna arena. L'accordo, che include anche l'area circostante, è stato raggiunto in una corsa contro il tempo, poiché un vincolo architettonico sul secondo anello dello stadio, che ne avrebbe impedito l'abbattimento, sarebbe diventato operativo pochi giorni dopo la stipula.

L'annuncio e i tempi del cantiere

Paolo Scaroni, presidente del Milan, ha commentato l'avvenuta cessione a margine di un Consiglio d'Amministrazione del club, fornendo alcune indicazioni sui prossimi passi. "La costruzione del nuovo stadio durerà poco più di un paio d'anni e nel mentre si giocherà a San Siro", ha dichiarato, delineando un periodo di transizione durante il quale le partite continueranno a essere disputate nell'attuale impianto mentre, accanto, prenderà vita il nuovo progetto. Alla domanda su possibili variazioni della capienza o sull'organizzazione dei flussi, Scaroni ha preferito mantenere un atteggiamento cauto, affermando che "è un po' presto per darle una risposta completa", lasciando intendere che i dettagli operativi saranno definiti e comunicati in seguito.

I dettagli finanziari e la visione dei club

Il prezzo di acquisto della cosiddetta Funzione Urbana San Siro, comprensiva dello stadio e dello spazio adiacente, è stato fissato in 197 milioni di euro. A questa cifra, però, ne verranno detratti 22 milioni, destinati a coprire le spese per il rifacimento del tunnel Patroclo e per le operazioni di bonifica dei terreni, un onere che grava quindi sulle società acquirenti. Nel rendere noto l'accordo, Milan e Inter hanno sottolineato come questo traguardo rifletta "le ambizioni condivise" dai due club e dalle loro proprietà, facendo riferimento ai fondi di investimento Oaktree e RedBird, con l'obiettivo di un "successo sportivo a lungo termine" e di un investimento capace di "creare valore a supporto della crescita sostenibile" di entrambe le società.

Lo scenario futuro e le indagini in corso

La realizzazione del nuovo stadio e il vasto intervento di rigenerazione urbana per l'intera area di San Siro rappresentano, nelle intenzioni dei club e delle istituzioni, un nuovo capitolo per la città. Tuttavia, a fare da contraltare a una giornata storica per il calcio milanese, si intreccia un filone di cronaca giudiziaria. Mentre si celebrava la firma, le procure hanno avviato un'inchiesta, i cui dettagli non sono ancora stati divulgati, che si concentra sulle intricate vicende che hanno condotto alla vendita. Questo aspetto, del tutto indipendente dalla volontà delle società, aggiunge un elemento di complessità a un'operazione già di per sé monumentale, il cui completamento è previsto per il 2031, anno in cui l'attuale San Siro verrà infine demolito.

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