Maltempo in arrivo al nord, il sud ancora nel grip del caldo africano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’anticiclone africano, che per giorni ha tenuto in scacco gran parte del paese con temperature da record, comincia a mostrare le prime crepe. Mentre al centro-sud il termometro continua a sfiorare picchi insostenibili, con valori notturni che faticano a scendere sotto i 30 gradi, le regioni settentrionali si preparano a un brusco cambiamento. Le correnti atlantiche, infatti, stanno spingendo verso l’Italia una perturbazione – la nona del mese – destinata a portare instabilità, temporali e persino grandinate.

I barometri, già in calo, segnalano un’evidente tendenza al peggioramento, con pressioni in diminuzione e indicatori che lasciano presagire fenomeni intensi. La Protezione civile ha diramato un’allerta gialla per Trento, Bolzano e vaste aree di Piemonte, Lombardia e Veneto, dove i temporali potrebbero abbattersi con particolare violenza, accompagnati da rovesci di ghiaccio e raffiche di vento. Nelle zone colpite, le temperature subiranno un crollo repentino, con cali fino a 15 gradi rispetto ai valori registrati nelle scorse ore.

Al contrario, il meridione rimane avvolto nella cappa di calore, con punte di 46 gradi all’ombra e un’afa che non dà tregua. Solo nel weekend, secondo gli esperti, anche il sud potrebbe assistere a un lieve miglioramento, seppur temporaneo. Intanto, il meteorologo Lorenzo Tedici di ilmeteo.it sottolinea come i dati attuali confermino un’anomalia climatica rispetto alle medie degli ultimi decenni: «Il caldo estremo sta per allentare la sua morsa, ma non illudiamoci – avverte –. Un’altra ondata potrebbe presto farsi sentire».

Mentre il ciclone Circe si avvicina, portando con sé la speranza di un sollievo per chi ha sofferto l’arsura, resta alta l’attenzione sui possibili danni causati dal maltempo. Le grandinate, in particolare, rappresentano una minaccia per le coltivazioni, già provate dalla siccità, e per le infrastrutture urbane. Senza dimenticare il rischio idrogeologico in alcune zone del nord-ovest, dove i terreni secchi potrebbero reagire male a piogge intense.

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