Cobolli vince e sogna il Pietrangeli: “Il mio tie-break è una roulette”
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Redazione Sport
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L’esordio di Flavio Cobolli agli Internazionali d’Italia 2026, va detto, non ha tradito le attese. Il numero 12 del ranking ATP, impiegando un’ora e quarantasei minuti di gioco, ha superato il francese Terence Atmane nel secondo turno del Masters 1000 capitolino con un duplice risultato di 7-6, 6. Una prestazione che, al di là del punteggio, ha rivelato un aspetto singolare del giovane romano, specialmente nella gestione dei momenti decisivi. Proprio il tie-break del primo set, quello che lui stesso paragona a una “roulette” in zona mista, ha rappresentato il crinale emotivo dell’incontro, complice anche un fattore esterno assolutamente casuale: il ponentino leggero ha infatti spinto fino al Foro Italico il boato dei tifosi dello stadio Olimpico, dove la Lazio stava affrontando l’Inter campione d’Italia. Un sottofondo anomalo, mentre Cobolli faceva rimbalzare la pallina due o tre volte sulla terra battuta prima di servire.
Un esordio senza pressioni e il divertimento come metodo
Nella consueta zona mista, il tennista azzurro ha commentato l’incontro con una schiettezza che merita attenzione, rivelando particolari curiosi sul suo approccio psicologico. “In primis sono soddisfatto del risultato, ci tenevo tanto”, ha esordito, prima di aggiungere una nota intima: nel suo angolo non hanno parlato quasi per niente della tattica di gioco. Gli hanno invece suggerito di divertirsi, di provare a stare più tranquillo in campo e di godersi il torneo. Un consiglio, a quanto pare, seguito alla lettera, tanto che Cobolli ha ammesso di aver vissuto un esordio completamente diverso rispetto a quello dello scorso anno – quello a cui tiene di più – riuscendo a pedalare senza il peso oppressivo delle aspettative. “Credo di averlo fatto al meglio oggi e sono felicissimo”, ha chiosato, chiudendo di fatto ogni discussione sulla mera analisi tecnica del match contro Atmane.
Il miraggio della top 8 e i conti in classifica
Al momento, la sua posizione nel ranking ATP subisce una progressione misurata ma solida: sale da 2750 a 2790 punti, puntellando il 12° posto virtuale. Una situazione che, naturalmente, resta fluida in base al percorso romano. Se l’azzurro riuscisse a bucare il terzo turno e a qualificarsi per il quarto, si porterebbe a 2840 punti, una quota che – nelle proiezioni attuali – varrebbe ancora il 12° posto. Anche un’eventuale, più ambiziosa, spinta fino ai quarti di finale (salendo a 2940 punti) non modificherebbe il piazzamento virtuale. Il che non toglie, evidentemente, che il margine per rosicchiare posizioni verso la top 8 resti uno dei pensieri ricorrenti del suo entourage, seppur mai esplicitato come obiettivo dichiarato.
Il sogno del Pietrangeli senza la minima pretesa
C’è poi un altro desiderio, raccontato quasi sottovoce ma con gli occhi che si illuminano: Flavio Cobolli sogna di giocare sul campo Pietrangeli. Il celebre stadio secondario del Foro Italico, scrigno di epiche battaglie e teatro preferito dai puristi della terra battuta, rappresenta per il romano un’aspirazione più intima della stessa corsa al tabellone principale. “Sogno di giocare sul Pietrangeli”, ha ribadito, “ma non ho pretese”. Una frase, quest’ultima, che pesa come una pietra di paragone: da un lato la consapevolezza del proprio status (numero 12 del mondo, dopo tutto), dall’altro la lucidità di chi sa che certi palchi vanno meritati sul campo, non reclamati a parole. E mentre il torneo prosegue, tra folate di tifo calcistico che si insinuano tra un cambio di campo e l’altro, a Cobolli resta la soddisfazione di aver vinto divertendosi. Che per un tennista italiano agli Internazionali, si sa, non è affare scontato.




