Btp Italia, superati i 5 miliardi in due giorni: lo scudo anti-inflazione piace ai risparmiatori
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Il Btp Italia, strumento di investimento legato all’inflazione e diventato ormai un punto di riferimento per i risparmiatori italiani, conferma il suo appeal con una raccolta che ha superato i 5,28 miliardi di euro in soli due giorni. Di questi, 3,14 miliardi sono stati collocati nella prima giornata, mentre altri 2,14 sono arrivati nella seconda, con un totale di 63.946 contratti stipulati. Un risultato che, seppur lontano dai quasi 10 miliardi dell’emissione a cinque anni del marzo 2023 – di cui 8,6 provenienti dal retail –, dimostra come la protezione dal carovita continui a essere una priorità per chi cerca sicurezza.
L’attuale emissione, la ventesima dalla nascita del prodotto nel 2012, offre un rendimento minimo garantito dell’1,85%, a cui si aggiunge un premio fedeltà dell’1% per chi mantiene il titolo fino alla scadenza dopo averlo sottoscritto in fase di collocamento. Le cedole e il capitale sono rivalutati in base all’indice Foi (al netto dei tabacchi), parametro che riflette l’inflazione percepita dalle famiglie di operai e impiegati. Un meccanismo che, negli anni, ha attirato sia piccoli investitori che istituzionali, i quali oggi rappresentano una fetta significativa della domanda.
L’asta per i privati si chiuderà domani, mentre venerdì sarà riservata esclusivamente agli operatori professionali. Chi intende acquistare il Btp Italia online può farlo attraverso le piattaforme delle banche o dei broker abilitati, seguendo una procedura che, seppur semplice, richiede attenzione ai tempi e alle modalità di sottoscrizione.
La popolarità del titolo, che ha già superato quota 1,2 miliardi a metà della seconda giornata con oltre 39mila contratti, si spiega con la combinazione di sicurezza e rendimento, in un contesto economico in cui l’inflazione, seppur in rallentamento, rimane un fattore critico. Non a caso, il Btp Italia si è ritagliato un ruolo unico nel panorama dei bond di Stato, diventando per molti l’alternativa preferita ai prodotti bancari tradizionali, spesso meno trasparenti nei meccanismi di calcolo.




